Gioco
Quel passo indietro di Italpol che ha riaperto lo spiraglio per trattare
PISA. Ma perché non è stato possibile chiudere prima la trattativa con Dana? Secondo una fonte autorevole solo ieri pomeriggio è arrivata la notizia decisiva per la famiglia Petroni, ovvero il...
PISA. Ma perché non è stato possibile chiudere prima la trattativa con Dana? Secondo una fonte autorevole solo ieri pomeriggio è arrivata la notizia decisiva per la famiglia Petroni, ovvero il disimpegno della Italpol di Giulio Gravina, zio acquisito di Lorenzo Giorgio Petroni (nuovo amministratore unico del Pisa per quanto mai ufficializzato). E l’Italpol è la società alla quale Britaly Post voleva fortemente vendere tutto il club o almeno la sua maggioranza.
In realtà fin dal 3 agosto scorso Italpol e Ac Pisa si preparavano ad essere una cosa sola. Quel giorno infatti a Cesena si svolgeva il sorteggio del calendario della serie B, e per il Pisa c’erano il membro del cda Tambone, più Marco Calleri e Giulio Gravina. Fino a pochi giorni prima il cda era lo stesso del “patto di Gallarate”: Petroni senior presidente, Giancarlo Freggia vice, e con loro Vincenzo Taverniti (cognato di Petroni senior) che aveva in pratica pieni poteri da quando il presidente era agli arresti domiciliari; Giuseppe Tambone e Claudio Minghetti.
Il 30 luglio però Minghetti, avvocato vicino a Gattuso, si dimetteva, e il 2 agosto Terravision scriveva: «L’Ac Pisa 1909 comunica con soddisfazione che il dott. Maurizio Mian ha accettato di presiedere il nuovo cda che vedrà come vicepresidente Lorenzo Giorgio Petroni e come consiglieri il dott. Giuseppe Tambone e l’avv. Vincenzo Taverniti, il quale sarà consigliere delegato. Calleri in apparenza usciva dai radar, ma vi rientrava tre giorni dopo quando Taverniti prendeva atto della defezione (in realtà immediata) di Mian che aveva accettato il ruolo di presidente onorario (e non di presidente reale, cosa molto diversa) solo per concordare il ritorno di Gattuso.
Ecco quindi il comunicato del 5 agosto: «… ritenuto anche l’interesse di un rilevante e solido gruppo imprenditoriale nazionale ad entrare nel capitale sociale della società... nominerà un nuovo cda nella persona di Marco Calleri che svolgerà il ruolo di presidente, di Lorenzo Giorgio Petroni quale vice presidente, di Giuseppe Tambone quale consigliere…».
Per la prima volta compariva dunque l’indicazione di «un rilevante e solido gruppo imprenditoriale nazionale», ovvero Italpol, l’unico nei giorni successivi a non aderire alla richiesta del sindaco Filippeschi di rendere pubblico il suo interessamento, diversamente da Dana e dall’avvocato Nolli di Brescia.
Da allora in poi cambiavano avvocati e amministratori unici e quel cda non si insediava mai, ma diventava chiaro alla città che Britaly voleva fortemente vendere “in famiglia”, anzi per molti (non per noi) la cessione era stata già fatta. Venerdì scorso, Giulio Gravina venne allo scoperto con qualche frase indicativa: «Mi ero interessato al Pisa, poi dieci giorni fa mi ero fermato perché c’era questa trattativa con il fondo di Dubai, ma ora ne possiamo riparlare e chiudere entro la metà della settimana prossima». E ancora: «Non vedo Fabio Petroni da tre anni, ma Lorenzo sì, gli sto dando consigli sia che alla fine compriamo noi sia che non lo facciamo. Gli ho consigliato anche il mio avvocato…» ovvero, dobbiamo presumere, Cecinelli, che stava conducendo la trattativa tra Britaly e Dana. Trattativa che ora diventa reale. (a.sc.)
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