Sicurezza
Inscenano rapimento dell’amico che si sposa: panico per la zingarata
In pochi minuti sono arrivate le volanti di Polizia e carabinieri: ma era uno scherzo
SAN GIULIANO TERME. Alla Maria, lì per lì, son sembrati un commando. «Erano in sette, mi pare. Tutti ragazzi». Sono arrivati sgassando. Bruooom. Poi una frenata sul ghiaino. Tre macchine. «Sono scesi, hanno aperto i bagagliai, si sono incappucciati e hanno preso le pistole», ha detto al telefono col 113 ieri mattina, ora di pranzo. «Non so dove siano diretti, aiuto!». S’è scatenato il finimondo. In via Calcesana, due passi dalla pizzeria Panacea, in pochi minuti sono arrivate le volanti. Polizia e carabinieri. Ghezzano sembrava Scampia. Ora, pomeriggio inoltrato, col sorriso, mentre spinge le nipotine sull’altalena, l’ha capito anche lei: «Era uno scherzo».
Succede tutto intorno alle 13. Un gruppo di uomini si infila in una corte della strada con le auto, la messa in scena è per un amico che abita vicino, una zingarata per l’addio al celibato. Vogliono simulare un rapimento. Solo che di primo acchito sono fin troppo convincenti, tanto da far scattare l’allarme. Escono dalle utilitarie, indossano tutti felpe con il cappuccio. Se lo tirano su, poi, dagli zaini, estraggono le pistole. «Pazzi - dicono dalla questura - abbiamo attivato il protocollo anti-rapina, in zona ci sono le Poste, poco lontano una banca, obiettivi sensibili. Poteva finire male».
Del resto la segnalazione iniziale parla di ragazzi a volto coperto e armati. «Le auto? Ne ho vista una bianca, forse una grigia - racconta la Maria - Ma sì sì, ora a ripensarci era un gioco per forza. Avevano pistole giocattolo, col tappino rosso, le ho viste». Dove si sono diretti? «Boh». La Maria, nella paura, non è che abbia pensato molto, ha memorizzato le targhe e poi s’è rintanata in casa. «Li abbiamo ritrovati a casa della vittima dello scherzo - spiegano dalla questura - Erano in quattro e non sette. Ma questo è un classico della paura, ingigantisce tutto. Ed erano davvero innocui, uno aveva addirittura un liquidator».
Il gig liquidator è il sogno proibito di tutti i bimbi, dai quattro in sù. Ce ne sono di tutti i colori: rossi, arancioni, azzurri e neri, lunghi, panciuti, super e basic. Lo spruzzo ha una forza pazzesca. Ma è uno spruzzo d’acqua, mica piombo. Solo che poliziotti e carabinieri del liquidator non sanno niente, credono che a Ghezzano ci sia qualcuno in pericolo di vita. Magari pure preso in ostaggio. Così entrano in casa del futuro sposo quasi fosse un’irruzione. Pistole spianate. «Uscite, fermi tutti». «Chivalà». «O come mai tutto questo trambusto, si voleva solo gioà», si stupisce uno dei quattro davanti alle forze dell’ordine. Sì, giocare un tubo, pensano i poliziotti. «Non vi si denuncia proprio perché anche un bimbo avrebbe capito che stavate giocando». Insomma, che era una supercazzola.
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