Il Tirreno

Pisa

il raid

Barista picchiato e rapinato in spiaggia

di Donatella Francesconi
 Barista picchiato e rapinato in spiaggia

Fabio Raglianti, 26 anni, è stato aggredito in darsena a Torre del Lago. «Mi hanno preso alle spalle»

3 MINUTI DI LETTURA





TORRE DEL LAGO. Lui ha deciso che zitto non starà. E mentre fa ritorno a Pisa da una giornata in spiaggia terminata che peggio non poteva chiama il Tirreno per rendere pubblico quanto gli è accaduto: aggredito e rapinato. Fabio Raglianti, 26 anni, pisano sta tornando verso l’auto parcheggiata sulla Marina di Torre del Lago. Sono le 17 di domenica pomeriggio, circa, ed il giovane barista ha lasciato gli amici sulla spiaggia.

Rientra a Pisa prima perché è il suo compleanno e c’è una festa per lui. Siamo alla spiaggia libera della Lecciona, in mezzo al Parco naturale. Per tornare al parcheggio vanno attraversate le dune e poi si imbocca il sentiero. «Ho visto da lontano un ragazzo», è il racconto di Fabio ancora molto scosso da quanto gli è accaduto: «È stato un attimo, poi è scomparso».

Chi conosce bene la zona sa che bisogna stare attenti. Scrive Sara, viareggina, su Facebook: «Ti rubano la bici alla Lecciona legata con due lucchetti ad un palo e... “Signora non vada alla Lecciona: si sa che rubano le bici”. Rubano la borsa in Darsena in un locale e...”Ragazzi non andate in Darsena la sera”. Ti molestano nel sotto passo della stazione e...”Signore, fate un'altra strada: lo sapete che è pericoloso!”».

Fabio però è di Pisa. E, racconta, «al mare a Torre del Lago non vado mai. Ma ieri i miei amici hanno scelto quella spiaggia e io ero con loro»: Quindi non può sapere che qualche giorno fa proprio a Torre del Lago è stata rapinata sulla riva del mare una famiglia fiorentina con un bambino di tre anni e che nei giorni successivi sono stati sgomberate vere e proprie tendopoli abitate da spacciatori, ladri e giovani prostituti.

Il ragazzo percorre il sentiero con la mente rivolta alla serata di festa. «Ad un certo punto, da dietro, mi sono sentito delle mani che mi stringevano la testa e la spinta mi ha fatto perdere l’equilibrio». Fabio è a terra, le ginocchia escoriate. L’uomo che lo ha aggredito afferra rapido lo zainetto del ragazzo e scappa nel nulla da cui è arrivato.

«Ha approfittato dell’unico momento nel quale mi sono trovato solo», prosegue il racconto della vittima. Che nello zaino aveva i documenti, le carte, un po’ di soldi e le chiavi della macchina- «Ho dovuto chiamare i miei genitori perché mi portassero le chiavi di riserva».

Ma non è solo l’episodio vissuto personalmente che spinge Raglianti a rompere il muro del silenzio: «Eravamo sulla spiaggia ed i venditori che proponevano gelati e bibite, ai ragazzi più giovani chiedevano apertamente se voleva acquistare del fumo. Avviene la stessa cosa la sera, quando andiamo a ballare, sulla Marina. Lì viene proposta subito la cocaina. Prima di tutto il resto. Mi chiedo che senso abbia aver fatto chiudere i locali, uno dopo l’altro, se poi è rimasto il giro di spaccio». E non solo, viste le rapine di questa estate terribile. Che conta, tra gli ultimi episodi, l’aggressione tra due tunisini - sabato sera - davanti al Mamamia. Uno dei due era ferito ed è stato necessario l’intervento dell’ambulanza.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web