Sicurezza
«Viviamo e lavoriamo col terrore addosso»
Dopo la rissa con feriti di venerdì gli esercenti di viale Gramsci tornano a tuonare contro il livello di degrado e illegalità che caratterizza la zona
PISA. Gli esercenti di viale Gramsci non sono affatto sorpresi dalla rissa scoppiata davanti al Vero Bistro, durante la giornata di venerdì. «Ne vediamo di tutti i colori ogni giorno, non è raro vedere scazzottate alla luce del sole», commentano alcuni negozianti.
È come se si fossero abituati ad un certo livello di degrado e illegalità. L'arteria principale che collega piazza Vittorio Emanuele alla stazione ferroviaria è costellata di bar, negozi, minimarket. Solo alcuni esercenti hanno voglia di parlare. Un giovane pakistano gestisce un’attività commerciale insieme ad un amico, non ha assistito alla rissa ma sa descrivere in che clima è costretto a lavorare. «C'è sempre troppo casino qui, noi abbiamo paura: nomadi che rubano, senegalesi, tunisini e marocchini che vengono nel nostro negozio con prepotenza e vorrebbero acquistare la nostra merce ad un prezzo inferiore. Si sentono potenti - racconta il cittadino asiatico, residente a Pisa da anni, che chiede di non citare il suo nome -. E poi c'è un costante spaccio di droga. È noto chi siano quelli che la vendono, eppure la fanno franca. Mesi fa un mio parente è stato picchiato, l'aggressore è ancora libero. È difficile lavorare così».
Mario Grandi è il titolare di Nylon, un negozio di vestiti e accessori. «Il vostro giornale mi ha intervistato due anni fa; ecco, potreste scrivere le stesse cose perché da allora non è cambiato niente - dice sorridendo in maniera sarcastica -. Ogni mattina alziamo la serranda e sappiamo che qualcosa succederà. Gli spacciatori non hanno paura a fare i loro traffici davanti alle telecamere di sicurezza e alle forze dell'ordine, sanno che la legge italiana gli concede una certa impunità. Non ci sono deterrenti, quindi i delinquenti agiscono in libertà». Grandi indica una striscia di vomito vicino all'entrata del suo negozio. «È lì da cinque giorni. In passato ho sempre pulito qui davanti. Ma le sembra giusto che ogni volta debba rimuovere io questo schifo e buttare il mocio? - aggiunge Grandi -. I turisti che scendono dal treno vedono questo "spettacolo": gente che ruba, spaccia, si droga, è sotto l'effetto dell'alcol venduto a pochi euro dai minimarket. E chi ci rimette sono quelli che lavorano. Le tasse le paghiamo fino all'ultimo centesimo, ma per cosa?». Grandi non ha assistito alla zuffa ma conosce i gestori del Vero Bistro. In passato, anche lui è stato vittima della criminalità locale. «Dai racconti che ho ascoltato stamani posso dire che la cosa certa è che delle persone che stavano lavorando hanno dovuto interrompere quanto stavano facendo per andare a calmare la situazione davanti al locale. Sfrecciare su questo percorso pedonale e mettere le mani addosso ad una donna, offenderla, son cose da non fare - dice ancora l'esercente -. A novembre ho subìto un furto da 2.000 euro. Non so nulla delle indagini, so solo che ho visto alcuni dei vestiti rubati addosso a degli habitué della zona». A quanto pare, dunque, gli sforzi delle forze dell'ordine non hanno migliorato la vivibilità del quartiere. «Lo sanno tutti come è la situazione qui - chiosa Grandi -. È l'ora che si cambi la legge e che chi commette reati paghi, come è giusto che sia».
Un altro esercente di viale Gramsci conferma queste parole. Non è questione di percezione di insicurezza, ma la realtà che i lavoratori vivono ogni giorno. «Da donna le posso dire che non è il massimo. Ci si fa l'abitudine, che altro possiamo fare?», afferma una signora, mentre un altro negoziante aggiunge: «Abbiamo letto che il sindaco è tornato dalle vacanze e sta seguendo la questione del Pisa calcio. Direi che in città ci sono problemi più importanti. È l'ora di risolverli davvero».
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