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Se Pisa piange, non ride Pontedera: allarma la prostituzione minorile

Se Pisa piange, non ride Pontedera: allarma la prostituzione minorile

Il fenomeno è duro da sconfiggere. Non decolla il progetto della campagna di sensibilizzazione con cartelli e volantini

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PONTEDERA. La stretta nei controlli nella zona di piazza Unità d’Italia e di tutta l’area della stazione di Pontedera è riuscita a contenere il problema delle risse e del degrado che c’era nel parcheggio delle Ferrovie, dove un marocchino senza fissa dimora morì nel rogo della sua auto, ormai alcuni mesi fa. Ma spaccio di droga e prostituzione minorile sono ancora una costante nonostante i controlli messi in atto dalle forze dell’ordine, alle quali il Comune ha voluto affiancare “sentinelle” che fanno parte delle associazioni di volontariato. Così come nel quartiere, dove risiede la maggior parte dei migranti, vengono predisposti controlli con l’impiego dei militari dell’Esercito.

Se il fenomeno dello spaccio, sempre più radicato nella zona di via Brigate Partigiane e vicino alla vecchia sede della Coop, è in mano agli extracomunitari e in alcune ore della giornata i passaggi della droga avvengono sotto gli occhi dei residenti, sul fronte della prostituzione minorile le operazioni per identificare le ragazze, quasi tutte romene, ci sono tutte le settimane. Non si contano le giovani che sono state allontanate da Pontedera con il foglio di via obbligatorio. Misure che non riescono a fermare l’organizzazione che ogni giorno porta le ragazze a Pontedera, come a San Romano o a Empoli a vendere sesso sulle strade vicine alle stazioni ferroviarie. Da quasi un anno il Comune di Pontedera, in collaborazione con la consulta di quartiere e la cooperativa Arnera, sta lavorando ad un progetto dissuadere i clienti, molti sono anziani, delle prostitute minorenni. Si lavora a una campagna di sensibilizzazione che passerà anche attraverso l’affissione di cartelli, locandine e il volantinaggio più spicciolo, accompagnato da consigli verbali fatte dagli operatori della cooperativa Arnera, già impegnata in progetti di prossimità. Avvertimenti per dire ai clienti che commettono un reato facendo sesso a pagamento con minorenni. Ma il progetto non decolla: forse in autunno. La Società della Salute di Pisa ha infatti chiesto nuovi finanziamenti per attuare progetti contro la tratta delle ragazze. «Per la Toscana il progetto è stato presentato dalla Società della Salute di Pisa raccogliendo tutte le esperienze toscane di case rifugio e progetti per l'uscita dalla tratta. In particolare, su nostra sollecitazione, è stato aggiunto, come elemento di novità rispetto al passato e visto il carattere interprovinciale del fenomeno, un intervento che fa specifico riferimento alla presenza di giovani rom lungo la tratta ferroviaria Firenze-Empoli-Pontedera-Pisa», spiega l’assessore al sociale Marco Cecchi.

Sabrina Chiellini

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