Il dolore
Primavera assente, partita persa
Nessun dirigente a Uliveto a chiedere scusa al Benevento e all’arbitro
PISA. Il caos interno alla società ha inevitabilmente colpito anche il settore giovanile del Pisa. Ieri la Primavera è stata costretta a rimandare l'esordio stagionale in Coppa Italia contro il Benevento: i campani si sono presentati a Uliveto, così come l’arbitro, ma hanno trovato i cancelli chiusi e nessun dirigente pisano a scusarsi. Una pessima figura davanti a tutto il calcio italiano, che porterà altre conseguenze oltre alla sconfitta a tavolino e la multa. Non solo: sin da ieri mattina, quando abbiamo iniziato a telefonare in sede per chiedere spiegazioni (la sera prima il Comune di Uliveto aveva reso noto che il Pisa... non aveva nemmeno chiesto la disponibilità del campo) e ci siamo recati di persona sul posto, abbiamo scoperto che dei dirigenti del settore giovanile non c’era nessuna traccia.
Intanto nei giorni scorsi alcuni dei giovani tesserati nerazzurri sono diventati oggetto di minacce e intimidazioni da parte di malintenzionati.
A loro è imputata ingiustamente una certa connivenza con l'attuale proprietà del club e per via telematica, o durante delle passeggiate in centro, parte di questi ragazzi sono stati ostracizzati per il solo avere scelto di vestire la maglia nerazzurra.
Sulla questione abbiamo sentito Alessio Rosso, responsabile per il Sud America della Football Agents Academy (una delle agenzie di procuratori che in estate hanno fatto da tramite tra le famiglie dei calciatori e le giovanili dell'Ac Pisa 1909).
«E' importante fare chiarezza - dice - questi ragazzi non devono essere accusati di nulla. Sono degli atleti, dei giovani di prospettiva arrivati a Pisa per rincorrere un sogno. Parlando dei cinque calciatori seguiti direttamente dalla nostra agenzia, posso dire che sono stati selezionati dal Pisa quando ancora nessuno poteva immaginare gli attuali sviluppi societari».
Rosso spiega l'operato della Football Agents Academy. «Ad inizio luglio - continua - il Pisa ha organizzato diverse occasioni per selezionare calciatori da inserire nelle rose del settore giovanile. Durante i due allenamenti programmati in Abruzzo, la società ha poi selezionato cinque atleti arrivati in città anche grazie al nostro aiuto. Il nostro lavoro consiste nell'agevolare la loro permanenza a Pisa e nel supportare le famiglie dei giovani calciatori nel lungo iter burocratico che ne consegue (cambio di residenza, scelta della scuola da frequentare, ecc)».
Il 31 luglio, però, Rino Gattuso se ne va e la società entra nel caos, lasciando il settore giovanile senza una guida certa. «La nostra agenzia è di Torino - continua Alessio Rosso - ed è abituata a lavorare con tantissime società professionistiche e non. Quando il Pisa organizzò gli allenamenti volti a selezionare i calciatori, niente poteva far presagire i risvolti societari successivi. Anzi, le giornate allestite in Abruzzo non avevano nulla di diverso da quelle organizzate da altre società blasonate e il lavoro del responsabile Luca Di Pasquale e del Ds Massimiliano Pontrelli, era conforme alla categoria. Solo dopo, con l'inizio della crisi societaria la situazione è cambiata».
Il responsabile della Football Agents Academy chiarisce che i cartellini erano già stati firmati a fine luglio. «I ragazzi seguiti da noi - aggiunge - dopo la selezione hanno firmato subito per il Pisa. Le firme erano già state apposte a fine luglio, mentre la notizia data dai media nei giorni scorsi, si riferiva al deposito dei cartellini in federazione. Questo a scanso di equivoci e per spazzare via quelle accuse che insinuano una certa vicinanza della nostra agenzia alla proprietà».
In chiusura Alessio Rosso rinnova l'appello alla città. «I ragazzi del settore giovanile sono stati selezionati perché capaci e meritevoli. Invito tutti a considerarli per quello che sono: vittime, della crisi che ha colpito la società».
Questi i cinque tesserati seguiti dalla Football Agents Academy di Torino arrivati a Pisa: Fabio Paladino, Eros Santi, Giuseppe Calabrese, Lorenzo Tiari ed Emanuele Corridoni.
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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