Toscana
Yacht di 42 metri in allestimento Ci lavorano in cento
Navicelli: è la barca Overmarine a cui lavorava anche l’operaio precipitato dal ponteggio. Le sue condizioni sono migliorate
PISA. «La signora barca è quasi pronta e sta per uscire». L’annuncio è di Giovandomenico Caridi, amministratore unico della Navicelli Spa, la società di gestione della Darsena Pisana e del canale omonimo. Il riferimento è ad uno yacht di 42 metri in produzione nei capannoni di Porta a Mare. Un’altra super imbarcazione che esce dai Navicelli, mentre la nautica continua a dare segnali di dinamismo oltre la crisi.
«Oggi, dopo un lavoro iniziato ad ottobre 2015 - spiega Caridi - e che ha visto impegnata un media di 40 persone, è stata trasportata dalla Darsena Pisana per l’allestimento nell’area sempre di proprietà della Overmarine, lo scafo di questo bellissimo 42 metri e che vedrà impegnato un centinaio di maestranze dirette, oltre gli esterni fino a primavera prossima».
Da Caridi «un ringraziamento alla proprietà del cantiere, la famiglia Balducci, che ha creduto e crede nella nostra area e continua gli investimenti, alla Mec-Carpensalda ed a tutte le maestranze».
Ma questa la costruzione di questa imbarcazione si porta dietro la storia di una tragedia sfiorata, tanto che in conclusione Caridi scrive: «Un ringraziamento particolare e sentito da tutti noi a Massimiliano Garbocci, operaio che durante la costruzione dello scafo si era ferito e che sta velocemente recuperando in ospedale a Pisa seguito dall’affetto dei suoi cari, amici e colleghi». Seguono cinque punti esclamativi, a sottolineare soprattutto la notizia del miglioramento delle condizioni dell’operaio di 45 anni, caduto da un ponteggio nella mattina del 21 luglio scorso all’interno del cantiere Overmarine e poi ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cisanello.
Un infortunio sul lavoro in seguito al quale la Procura si è mossa per lesioni colpose gravissime, con cinque indagati e la nomina di un perito (un ingegnere) incaricato di ricostruire dinamica e contesto in cui è avvenuto il fatto.
L’indagine, condotta dal sostituto procuratore Antonio Giaconi, è stata affidata ai tecnici dell’unità operativa della sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro dell’Azienda sanitaria locale. Gli indagati, atto dovuto per consentire la nomina di legali e consulenti di parte, riguardano committenza e responsabilità nella formazione del personale sul posto di lavoro dove Garbocci, da autonomo, era stato chiamato per la sua professionalità di artigiano. Garbocci era caduto da un paio di metri mentre lavorava su un’impalcatura per il sollevamento e il trasferimento dello yacht all’interno del cantiere Overmarine ai Navicelli. Gravissimo il trauma cranico provocato dall’impatto con il suolo avvenuto nell’area della prua dello scafo in costruzione, un’opera subappaltata da Overmarine alla società Mec-Carpensalda. La superficie del cantiere dove è avvenuto l’incidente era stata messa sotto sequestro per cristallizzare la scena e ricavarne elementi utili alle indagini. I tecnici dell’Asl hanno sentito alcuni testimoni presenti al fatto, ma anche gli indagati sono chiamati a fornire la loro versione su come era stato organizzato il lavoro nel cantiere. I quesiti principali riguardano le protezioni presenti, i movimenti del personale e le informazioni sulla sicurezza fornite ai dipendenti. Il cantiere Overmarine non è mai stato bloccato per l’infortunio.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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