La manifestazione
Tifosi e viaggiatori la protesta è doppia
Manifestazione contro la Terravision di Petroni all’aeroporto
PISA. La rabbia ultrà (e non solo) scende in piazza. Senza mai travalicare i confini della pacifica contestazione, oltre mille tifosi si sono riuniti ieri pomeriggio davanti agli ingressi dell’aeroporto Galilei. Cori, striscioni e fumogeni per un corteo che si è snodato nei dintorni dello scalo pisano in risposta al caos societario che ha paralizzato le speranze ed i sogni calcistici della città. Se inizialmente il raduno convocato dai gruppi del tifo organizzato poteva far temere qualche azione contro le strutture ed i mezzi della Terravision - la società di trasporto di proprietà di Fabio Petroni che con i suoi pullman collega gli aeroporti toscani -, il popolo nerazzurro ha dimostrato ancora una volta quella fermezza che da sempre lo contraddistingue. Contestazione sì, ma senza mai cedere a quelle facili tentazioni che renderebbero ancora più complicata la già difficilissima ed intrigata vicenda del Pisa.
«I calciatori sono con noi. La città anche. È il momento di restare uniti», urla un rappresentante della curva Nord davanti al Galilei poco prima che il raduno si trasformasse in una manifestazione. La prima da quando i guai societari hanno incrinato il sogno della serie B. «La nostra lotta non si fermerà, liberiamo la nostra città», recita il lungo striscione che apre il corteo, contraddistinto dai cori contro Petroni e Lucchesi, concluso dopo quasi due ore all’esterno dell’aeroporto davanti alla biglietteria e al punto informativo di Terravision, “blindato” da decine di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa, mentre al suo interno tre dipendenti restano in attesa dell’evolversi della manifestazione, ma anche delle loro prospettive lavorative. Se quello dell’Ac Pisa appare sempre più nebuloso, il futuro dei lavoratori di Terravision sembra aver imboccato una strada senza uscita. La società di transfer aeroportuale ha quasi dimezzato il personale impiegato tra Pisa e Firenze, mentre il servizio stenta ad andare avanti. «Siamo nelle stesse condizioni della squadra e dei dipendenti del Pisa», ripetono i lavoratori ad alcuni tifosi che minacciano di bloccare l’attività se la società calcistica non sarà ceduta.
Nelle ultime settimane, Terravision ha mandato a casa 6 dei 14 dipendenti impiegati tra Pisa e Firenze: quattro contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati, mentre per altri due lavoratori è scattato il licenziamento. Per un altro dipendente, impiegato al Galilei a tempo determinato, è già stata prospettata la fine del rapporto lavorativo alla scadenza del contratto. Si sentono quasi abbandonati i lavoratori di Terravision. Come i calciatori e gli impiegati dell’Ac Pisa. Da mesi gli stipendi vengono versati in ritardo, mentre il servizio, quotidianamente, deve fare i conti con ritardi, cancellazioni di corse e bus fermi ai box in attesa di manutenzione e riparazioni. «I tifosi pensano di interrompere un servizio che già non esiste più», esclama un utente abituale di Terravision che, dopo aver acquistato il biglietto per raggiungere Firenze, approfitta della lunga pausa tra una corsa e l’altra per assistere e commentare il raduno dei supporter nerazzurri. Sono da poco passate le 15. Il piazzale davanti al Galilei inizia a colorarsi di sciarpe, maglie e dei fumogeni dei tifosi. Un gruppo di turisti, atterrato da pochi minuti, si dirige alla biglietteria di Terravision. Hanno consultato il sito internet della società di trasporti. Il prossimo pullman dovrebbe partire alle 15.40, ma un cartello affisso al box informazioni avvisa che la prossima corsa è alle 16.30. I turisti chiedono chiarimenti. Il pullman è guasto. Bisogna attendere oltre un’ora. Per coprire tutti i trasferimenti pubblicizzati da Terravision (18 al giorno da Pisa e Firenze) occorrono almeno cinque bus. Ieri erano due quelli in servizio. Giovedì solo uno. Quasi metà delle corse ieri non è stata effettuata. Sul web continuano a fioccare le prenotazioni, ma la società spesso non riesce ad assicurare il servizio «che - prosegue l’utente - tra mille problemi resiste grazie ai suoi dipendenti che cercano di assicurare i trasferimenti tra le due città ai tanti passeggeri che pagano un biglietto e che hanno diritto di usufruire del servizio».
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