Sicurezza
Scoppia la rissa al bar: in tre aggrediti e feriti
Pisa: si scagliano contro il titolare e due suoi dipendenti. Due giovani erano stati rimproverati perché sfrecciavano a bordo delle bici
PISA. Zona stazione, ora di pranzo. Una dottoressa rimprovera due ragazzini che sfrecciano sulle loro bici in viale Gramsci e, nel giro di pochi minuti, scoppia una rissa da Far West.
«Una violenza inaudita, scene che non si vorrebbero mai vedere, specialmente in pieno giorno, con famiglie che passeggiano o che si godono la pausa pranzo - racconta Manuela Biscioni, titolare dello studio medico che si affaccia su viale Gramsci -. Sono sotto choc e dolorante, andrò sicuramente al pronto soccorso».
La feroce rissa è nata ieri pomeriggio da un semplice richiamo al rispetto della legge. Quello che ne è seguito è una cronaca da film dell'orrore. «Stavo pranzando al Vero Bistro con la mia segretaria, eravamo sedute ai tavolini fuori. Dopo il mio rimprovero e dopo aver fatto cadere un ragazzo sulle strisce pedonali, i due ragazzini africani sono tornati indietro e si sono avvicinati a me. Uno di loro mi ha afferrata per i vestiti e mi ha strattonata, buttandomi con violenza a terra - dice Biscioni -. A quel punto sono intervenuti il titolare, William Frullini, e Marco Brunetti, un cameriere. “Che fai, non si mettono le mani su una donna!”, gli hanno urlato. E il ragazzino, davvero giovanissimo, gli ha risposto di stare zitti, altrimenti avrebbe picchiato anche loro». L'adolescente, poi, non ci ha pensato due volte ad aggredire il gestore del bar di viale Gramsci. Ma l'aspetto ancora più inquietante è che in poco tempo sono giunti i “rinforzi”.
«Sono arrivati almeno una ventina di altri africani in soccorso dei loro connazionali e hanno iniziato a darle di santa ragione ai titolari e ai camerieri. In venti contro quattro persone. Una violenza mai vista. Raffiche di calci e pugni. In quattro si sono scaraventati contro i due e su un terzo cameriere».
Intanto la segretaria di Biscioni, Giovanna Mucci, chiama la polizia e il 118. Solo il risuono delle sirene in lontananza interrompe la spedizione punitiva. Viale Gramsci è più volte balzato agli onori delle cronache cittadine per episodi di criminalità, spaccio, risse e degrado. I frequenti pattugliamenti della polizia, disposti dopo alcuni episodi eclatanti, avevano migliorato la vivibilità del quartiere. Ieri pomeriggio, evidentemente, ci deve essere stato un black out dei controlli e i malviventi che bivaccano nella zona si sono sentiti liberi di operare in piena libertà. «Erano troppi, gli italiani non riuscivano a difendersi. I soccorsi sono arrivati tardissimo, dopo quasi mezzora. Eppure gli ho detto che li stavano massacrando. La pattuglia dei carabinieri proveniva da Pontedera, l'ambulanza prima di arrivare si è accertata che fosse stata avvisata la questura - aggiunge Mucci -. Sono trascorsi minuti interminabili prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Stavano per sfondare la porta del bar e spaccare tutto».
Le due professioniste sono delle habituè del Bistro, di cui apprezzano la gentilezza del personale e la bontà della cucina. «Al Vero Bistro sono bravissimi, pranziamo spesso da loro. Non meritano quanto è accaduto. Non ci sono parole - aggiunge Mucci -. Adesso ho paura per loro. Spero che la storia finisca qui, ma la cattiveria a cui ho assistito non preannuncia niente di buono». Il bilancio delle botte è piuttosto serio e definito da chi se ne intende: «Friullini ha un trauma cranico frontale grave e due dita di una mano fratturate, Brunetti una spalla lussata con i legamenti compromessi, non riusciva più a muovere il braccio; un altro dipendente ancora perdeva sangue dal sopracciglio a causa di un pugno: lo abbiamo medicato prima dell'arrivo del 118», dice ancora Biscioni, che presenterà una denuncia. «La faremo io e la mia segretaria. Non è possibile assistere a queste scene. E adesso devo ritornare al lavoro, i pazienti mi aspettano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
