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Pisa

Pisa, Battini: era meglio se vendevo a Ruggeri

Battini e Mariano Bizzarri
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Battini e Mariano Bizzarri

Il rimpianto dell’ex presidente rivelato in una telefonata all’imprenditore Mariano Bizzarri

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PISA. Il nuovo impulso a un rilancio definitivo di Dana per comprare il Pisa ed evitare la beffa arriva dalla città. Per quanto fosse stata chiesta la massima riservatezza, è stato reso pubblico ieri pomeriggio che, con la regia di un notaio cittadino, un gruppo di imprenditori si è reso disponibile a reperire la somma di 130mila euro che al momento costituisce la differenza fra la domanda e l’offerta. Al di là della generosità del gesto in sé, sarebbe anche un primo passo verso un percorso al quale la città tiene in modo particolare: l’acquisto di parte delle quote societarie sotto la forma dell’azionariato popolare, che consentirebbe anche a chi non ha molti soldi disponibili di entrare comunque a far parte della compagine societaria. Questo naturalmente si potrebbe avverare solo con l’acquisto del Pisa da parte di Pablo Dana, che sarebbe disposto a lasciare il 10% del club alla città.

Va da sé che questi soldi non potrebbero avere nessun’altra destinazione, cioè non sarebbero per l’attuale società o una “simile” a questa, ma solo per favorire, con un ultimo sforzo, il passaggio delle quote. Quindi andrebbe nella stessa direzione della rinuncia al proprio credito fatta da Lucchesi e dagli imprenditori che aiutarono di recente il Pisa a sostituire la fideiussione bulgara per iscrivere la squadra con una fidejussione bancaria accettata dalla Lega di serie B per fare iscrivere il Pisa al campionato.

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Sulla vicenda-Pisa è intervenuto anche Mariano Bizzarri, amministratore delegato dell’istituto di vigilanza Guardie di Città, che riferisce di una telefonata intercorsa con l’ex presidente Battini, spiegando: «Mi dispiace davvero tanto per ciò che sta accadendo». Scrive Bizzarri: «Signor Carlo Battini, le sue parole mi hanno sorpreso, non avrei mai immaginato che mi dicesse “se avessi ascoltato lei e l’assessore Sanzo, la scorsa estate avrei potuto vendere la società al sig. Ruggeri di Bergamo così avrei recuperato una piccola parte dei soldi investiti nell’AcPisa1909 e lo avrei lasciato in buone mani” e che mi evidenziasse come sia stato “l’unico imprenditore lungimirante che in tempi non sospetti aveva già capito quali sarebbero state le sorti di questa società”». Per amor di verità ricordiamo che all’epoca anche la stampa locale (cioè noi) incoraggiò fortemente Battini a vendere a Ruggeri, ma mettendo in chiaro i debiti, cosa che Battini non volle o non riuscì a fare, arrivando a un passo dal tracollo finale del club. Peraltro, l’ingente massa debitoria lasciata in eredità da quella proprietà nell’estate 2015, Pisa sta continuando a pagarla con quest’estate assurda. (a. sc.)

 

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