Italia
«Turismo, altro che crisi i dati sono in crescita»
Replica del sindaco Sergio Di Maio alla titolare del ristorante Salustri che chiude «Non è un fatto di eventi, i numeri raccontano una comunità ospitale e accogliente»
SAN GIULIANO TERME. La chiusura del ristorante "Salustri" e le parole dell'ex gestore Lorenza Gatti riportate dal Tirreno martedì 23 hanno suscitato alcune reazioni politiche. Secondo l'imprenditrice, la crisi del Salustri è stata causata dal calo di turisti, dalla scarsa cura del borgo e dalla mancanza di eventi capaci di attirare visitatori.
Fattori e dati smentiti sia dal primo cittadino, sia dal suo vice Franco Marchetti, che affermano che le presenze del 2016 sono in linea con l'anno scorso. Però nella frazione di San Giuliano hanno abbassato la saracinesca una decina di attività.
«Apprendo con dispiacere l'annuncio della chiusura del ristorante Salustri - dice il sindaco Sergio Di Maio -. Comprendo lo sfogo dei titolari ma sinceramente rifiuto l'etichetta per San Giuliano di comunità poco ospitale e accogliente: i numeri del turismo attualmente a disposizione raccontano una situazione ben differente».
Gatti, infatti, aveva definito il paese "chiuso in se stesso". «Nessuna variazione quest'anno, per le presenze e i pernottamenti e anzi c'è addirittura un lieve aumento per quanto riguarda proprio la ristorazione - sottolinea Di Maio -. La chiusura dell'Hotel di Pisa (ex Granduca) ha inciso: ma le ragioni della crisi sono molto più complesse e non possono essere ridotte alla mancanza di eventi, alla scarsa manutenzione del verde o alla scarsa e colpevole poca attenzione dei padroni alle deiezioni dei loro cani».
Prosegue l'intesa dell'amministrazione col Centro commerciale naturale per la salvaguardia e la valorizzazione del commercio. «Vogliamo rivitalizzare il centro storico con iniziative puntuali - dice il sindaco -. Ma per riuscire in questa importante sfida occorre la collaborazione di tutti gli attori e la comprensione dei rispettivi ruoli, con spirito costruttivo e propositivo».
Marchetti invita a fare un ragionamento più ampio. «Nella frazione sangiulianese ci sono tanti fondi inutilizzati, mancano imprenditori capaci e lungimiranti, disposti ad investire. Un ristorante o un hotel, se è conosciuto e funziona bene non rischia di chiudere, anche se si trova in cima ad un monte - afferma Marchetti -. Invece, per quanto riguarda l'ex Granduca abbiamo avuto molta sfortuna».
Per incentivare il turismo l’amministrazione ha fatto il protocollo con i Monti Pisani, il grand tour delle dimore storiche; «abbiamo risanato i debiti della "Strada dell'Olio", investito nell'associazione Pro loco, lavorato per l'inserimento di San Giuliano nelle biosfera dell'Unesco, creato un ufficio unico per la cultura e il turismo», conclude il vicesindaco.
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