Sicurezza
Stop alla trattativa per 130mila euro
Proposte e controposte, poi Britaly Post attacca Dana e blocca tutto: «Cambia le carte in tavola». Decisiva la verifica dei conti
PISA. Tra il fondo Equitativa rappresentato da Pablo Dana e Britaly Post è rottura. Definitiva per stessa ammissione del banchiere italosvizzero: «Per noi finisce qui - ci ha detto con toni molto concitati pochi minuti dopo il comunicato con cui il gruppo inglese respingeva la sua offerta -. Ci siamo stancati di essere presi in giro da questi personaggi». Comunicato che è arrivato alle 18 in punto - nel termine fissato dallo stesso Dana - con una mail che Britaly Post invia al sindaco Marco Filippeschi e per conoscenza al presidente della Lega B Andrea Abodi, ma non alla controparte di Dubai. Una differenza di 130.000 euro tra domanda del gruppo di Petroni e l’offerta di Dana e di due settimane nei tempi dei pagamenti: entro il 12 settembre per Britaly, a fine settembre per il fondo arabo. Sembrerebbero dettagli in una trattativa di tale livello, ma evidentemente non lo sono a giudicare dai toni davvero duri con cui Britaly ha chiuso la porta all’ultima offerta.
Il no di Britaly. «Ritenevamo di ricevere da Equitativa la comunicazione di accettazione della cifra alle ore 11.55 di oggi (ieri per chi legge, ndr) - scrive la società inglese al sindaco - ed accettata nella dichiarazione delle ore 12.25 del dr. Dana. Abbiamo viceversa ricevuto alle ore 16 una comunicazione di Equitativa che indica condizioni ben diverse». Poi l’affondo: «L’unica firma che apporremo è quella per l’atto di cessione delle quote e siamo disponibili ad effettuarlo da domani fino al 12 settembre al prezzo di 6.380.000 di euro più la liberatoria dei 120.000 euro dovuti al dr. Lucchesi in base all’atto di acquisto del 7 luglio. Ricordiamo che abbiamo dato la nostra disponibilità alla due diligence - insiste il gruppo inglese -, nonostante la situazione contabile ed amministrativa sia già oggi a tutti gli interlocutori già conosciuta e sia solo un espediente per tentare di modificare successivamente il prezzo di vendita stabilito, unicamente a condizione che Gattuso torni immediatamente a guidare la squadra e che l’atto di cessione venga stipulato entro e non oltre il 12 settembre». La conclusione di Britaly: «Non riteniamo di poter fare di più per garantire un avvio di campionato che, nelle difficili condizioni date, avvenga nel migliore modo possibile ma perché ciò si realizzi è necessario che le carte in tavola non cambino continuamente».
L’offerta di Dana. La mattinata si era aperta con tutt’altro clima visto che il fondo di Dubai dichiarava di essere pronto ad alzare l’offerta come richiesto da Britaly. Offerta che alle 16 ora italiana (le 18 a Dubai) viene recapitata a Britaly: 6.250.000 euro più la liberatoria di 120.000 euro dovuti a Lucchesi, con un tempo però più ampio per il pagamento e le verifiche contabili attraverso un advisor (Kpmg) stimato in circa un mese.
Britaly chiama Gattuso. Prima dell’invio dell’ultima offerta da parte di Pablo Dana, la società inglese aveva mandato un ulteriore comunicato in cui tornava dopo molto tempo a parlare di Gattuso mandando anche l’ennesima stilettata in direzione Dubai: «Con riferimento alla necessità del lavoro di un advisor per la verifica dei conti, ribadiamo che nessuno più del dr. Lucchesi ne è stato artefice e conosce la situazione contabile, è solo per questo che la richiesta di Equitativa ci sembra davvero singolare. Ciò premesso, saremo disponibili a dimostrare l’elasticità richiesta dal Sindaco Filippeschi e quindi a far effettuare una rapida verifica contabile a condizione che Gattuso torni immediatamente in panchina fin dalla prossima gara di Terni e che l’atto di trasferimento delle quote avvenga entro e non oltre il 12 settembre».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google