Proteste
Il comitato del No: «Pisa esempio»
Ma da Sel arrivano critiche feroci: «Mobilitazione civile contro le destre»
PISA. Si procede speditamente verso l’indizione del referendum sulla moschea di Porta a Lucca. Al termine della raccolta firme, il Comitato #Nomoschea ringrazia in primo luogo gli oltre 2.600 cittadini pisani che hanno firmato ai gazebo, nelle circoscrizioni e all'ufficio elettorale del Comune di Pisa. «Un doveroso ringraziamento - dicono dal comitato - è rivolto anche ai funzionari ed impiegati della pubblica amministrazione; considerando che la raccolta delle firme si è svolta nel periodo estivo, e con orari ridotti, hanno svolto un lavoro impeccabile. 2.620 firme sono un numero davvero ragguardevole: pari a circa il 3,6% dei cittadini elettori pisani e oltre dieci volte il numero di firme necessarie per presentare una qualsivoglia lista alle elezioni comunali. Questo significa che in città c'è una fortissima voglia di partecipazione. Il nostro auspicio immediato, tenuto conto del clima sereno e partecipativo in cui si è svolta la raccolta, è che Pisa diventi un esempio di democrazia diretta per tutto il Paese. Adesso la parola passa ai cittadini che saranno chiamati a pronunciarsi sul quesito referendario, esercitando un diritto garantito dall'articolo 58 dello statuto comunale e dalla stessa Costituzione che stabilisce che la sovranità appartiene al popolo (che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione), ovvero attraverso le leggi».
Dal fronte di Sel, intanto, si levano critiche ferocissime alle parole di Daniela Santanchè e Magdi Cristiano Allam, «parole che essi stessi possono pronunciare nel nome delle libertà democratiche di cui tutti godiamo ma che sono - afferma il coordinatore di Sel Ettore Bucci - uno schiaffo in faccia a quella civiltà che pretendono di difendere. Promuovere la messa in mora del diritto di culto e della libertà religiosa è un’offesa per la laicità, prima ancora che per i credenti di una singola fede religiosa. Davanti alle sfide gravissime e profonde del nostro tempo, ad un terrore inoculato a piccole dose da opposti fanatismi, vediamo in tali prese di posizione uno sfregio a quella Costituzione per la cui applicazione ancora oggi ci battiamo. Ricordiamo, infatti, che è proprio la stessa nostra Costituzione che, all’articolo 8, recita che : “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” ed hanno “diritto di organizzarsi secondo i propri statuti”. La notizia di una estensione ad altre città del “modello pisano” di negazione dei diritti da parte delle destre ci chiama ad una mobilitazione civile, democratica e quotidiana, che auspichiamo sarà condivisa da forze sociali e politiche».
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