Attenzione
I giocatori chiedono di fare sciopero
«Se obbligati andremo a Terni solo per evitare il 3-0 a tavolino»
PISA. Sempre più in bilico la trasferta del Pisa a Terni nella prima giornata di campionato in programma domani al “Libero Liberati”. Ieri è stata un’altra lunga giornata per la squadra nerazzurra terminata alle 20,30 quando i giocatori sono usciti dal centro sportivo di San Piero a Grado scuri in volto e visibilmente arrabbiati. Un gruppo abbandonato a se stesso che ha trascorso un altro pomeriggio assieme all’avvocato dell’Associazione calciatori Alessio Piscini, arrivato per il terzo giorno consecutivo a Pisa per tutelare i diritti dei giocatori che anche ieri si sono allenati senza tecnico e senza preparatore atletico.
Rispetto alla giornata di mercoledì i giocatori hanno effettuato un leggero allenamento con due partire a calcio-tennis. Ma procediamo con ordine. I giocatori ieri hanno scritto la terza missiva alla proprietà e formalmente sono intenzionati a fare sciopero e non scendere in campo a Terni.
Il presidente della Lega di serie B Andrea Abodi resta intenzionato a far partire regolarmente il campionato, ma stamani avrà un incontro con i vertici della Lega per decidere sul regolare svolgimento di Ternana-Pisa. Il motivo? Proprio la terza lettera pervenutagli dai giocatori nerazzurri sulla situazione di totale abbandono in cui versano. Non risulta in Lega inoltre che siano stati depositati contratti nella giornata di ieri, come si era vociferato durante tutto il pomeriggio.
Nel caso in cui il Pisa dovesse scendere in campo a Terni sembra che sarebbe Gianluca Colonnello a guidare i nerazzurri dalla panchina. Colonnello è ufficialmente sotto contratto come allenatore della Primavera e sarebbe il trainer ad interim nella gara del “Liberati” così come lo è stato a Brescia e Gubbio. Il tecnico ieri era a Roma per parlare con la proprietà e per prendere le dovute decisioni.
Una situazione surreale per la squadra che se fosse costretta a giocare a Terni lo farebbe in una situazione quantomeno delicata. I giocatori nel caso in cui dovessero partire per Terni si organizzerebbero partendo con macchine proprie per evitare di perdere la gara per 3-0 a tavolino, senza medico, senza team manager. In sostanza, senza le figure minime dello staff tecnico. Il gruppo comunque aspetta fiducioso lo sviluppo della trattativa che si è protratta per tutta la notte.
E' stata l’ennesima lunga giornata di passione anche per il popolo nerazzurro riunitosi ieri pomeriggio a San Piero a Grado in attesa delle notizie riguardanti la chiusura della trattativa tra il fondo di investimento di Dubai capeggiato da Pablo Dana e l’attuale proprietà Britaly Post. Le notizie della mattinata lasciavano ben sperare i tifosi nerazzurri. Le parti sembravano essersi riavvicinate alle ore 13,20. Alle ore 15 erano già duecento i tifosi del Pisa a San Piero a Grado.
Alle 15,30 arrivano anche le forze dell’ordine con due camionette della Polizia e una dei Carabinieri. Alle 16,20 arrivano alla spicciolata i giocatori nerazzurri applauditi dai tifosi. Mezzora più tardi giunge la notizia della firma del fondo di Dubai e c’è attesa per la risposta di Britaly che arriva alle 18.03 e che fa andare su tutte le furie Pablo Dana, ma anche tutta la tifoseria.
Dopo il comunicato di Britaly Post scende ancora una volta il gelo tra i tifosi del Pisa che inizieranno a lasciare alla spicciolata il campo di San Piero con molta delusione.
I giocatori invece proseguono il loro fitto e lungo colloquio con l’avvocato Pescini che all’uscita del cancello del centro sportivo afferma: «Gli scioperi non si chiedono, ma si fanno. Sono qui per difendere gli interessi di ventiquattro giocatori del Pisa, di più non posso dire perché ho il segreto professionale».
Ormai calano le ombre della sera sul centro sportivo, di tifosi non ce ne sono più. I giocatori continuano a pensare a quali iniziative prendere per tutelare la loro posizione, ma anche per contribuire alla soluzione di una situazione che si sta allungando oltre ogni previsione.
Il campionato è alle porte, ma invece di parlare di moduli tattici e delle caratteristiche degli avversari, tengono riunioni sindacali e si confrontano con un avvocato. Di solito non succede così.
Antonio Tognoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
