Il Tirreno

Pisa

Corsa a pagare per evitare lo sgombero

di Donatella Lascar
Corsa a pagare per evitare lo sgombero

In un giorno la Sepi ha incassato 50mila euro di arretrati. Solo una bancarella sequestrata

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TIRRENIA. I cittadini che si aspettavano che da ieri, finalmente, piazza Belvedere fosse sgomberata dalle bancarelle che ne deturpano la vista da anni, sono rimasti profondamente delusi. Dalla felicità del giorno prima, quando tutti in coro unanime inneggiavano “Finalmente ci siamo arrivati, era l'ora”, si è passati direttamente all'amarezza del giorno dopo. Infatti, delle dieci bancarelle che dovevano essere sgombrate e sequestrate, solo una ha subìto il provvedimento, tutte le altre alle tre del pomeriggio avevano già rimosso i teli che le coprivano e avevano ripreso tranquillamente i loro affari. Come dire in questi casi, la montagna ha partorito il topolino.

Fino alla mattina prima dello sgombero, solo uno dei bancarellai su dieci aveva pagato gli arretrati del suolo pubblico, poi si è sparsa la voce che la mattina seguente le forze dell'ordine sarebbero venute a sgomberare e tra il pomeriggio e la mattina di ieri, anche gli altri hanno provveduto al pagamento, eccetto uno, quello a cui poi hanno sequestrato la bancarella, e si sono precipitati alla sede della Sepi a Pisa, per farsi revocare l'ingiunzione. Ingiunzione che gli era stata notificata il 14 luglio e che dava loro trenta giorni di tempo per regolarizzarsi.

Ieri era il 25 agosto e in realtà i termini erano già scaduti da diversi giorni, ma di questo non si è tenuto conto davanti ai soldi. L'unica cosa degna di nota in tutta questa faccenda è che la Sepi, nel giro di un pomeriggio e di una mattinata, ha riscosso tra i 40 e i 50mila euro. Mentre il proprietario della bancarella sequestrata, per tornare in possesso della sua roba e della bancarella stessa, oltre a dover pagare gli arretrati del suolo pubblico, circa 5mila 500 euro, dovrà anche pagare la sanzione che gli è stata comminata ieri mattina per vendita senza autorizzazione, che ammonta a circa altri 5mila euro più le spese per il dissequestro e il trasporto effettuato da Avr. Insomma, in totale circa 12mila euro. Una volta tolta tutta la merce e rimossi i pianali dove era appoggiata, sotto il banco, tra l'intelaiatura, sono apparsi due materassi con due cuscini e delle lenzuola che riportavano la scritta: “Unità ospedaliera pisana”. Per tutto il perimetro della bancarella, c'erano miriadi di escrementi di topo tanto che, quando uno degli operai dell'Avr ha rimosso delle borse contenenti del cibo, due topi sono scappati oltre la siepe che delimita la pinetina. È comunque risaputo che tutti i proprietari di queste bancarelle, che la sera vengono chiuse solamente con dei teli, dormano su dei materassi di fortuna messi sotto i loro banchi. I quattro banchi, invece, che risultavano abusivi, non sono permanenti, nel senso che venivano montati la mattina e smontati sera. Così, ieri mattina, non ce n'era nessuno, solo uno di questi bancarellai abusivi, tutti senegalesi, la sera prima aveva lasciato l'intelaiatura di ferro legata con un lucchetto, che è stata sequestrata. Ad alcuni dei bancarellai, tutti di nazionalità cingalese, è stato fatto un verbale di 168 euro perché il suolo pubblico occupato dai loro banchi, dalle misure è risultato maggiore rispetto a quello concesso. Non ci sono stati problemi tra i bancarellai e le forze dell'ordine che hanno sorvegliato lo sgombero della bancarella, tra l'altro una tra le più grandi e lunga diversi metri.

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