Il Tirreno

Pisa

Un’intera città mobilitata

di Carlo Venturini
Un’intera città mobilitata

Pisa nella zona del sisma con cani e radar per cercare chi è sotto le macerie

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PISA. Una corsa contro il tempo per salvare chi è sotto le macerie. Ma i tanti mezzi di soccorso arrivano alla spicciolata su quegli impervi paesini di montagna che il sisma vuole cancellare dalle carte geografiche. A raccontarci delle difficoltà incontrate per raggiungere Amatrice e Accumulo, colpiti dal sisma, sono i nostri Vigili del Fuoco che in 26 su dieci mezzi, sono partiti alle 5 del mattino con attrezzature specifiche per la ricerca sotto le macerie e tanti "Bob Cat" una sorta di mini ruspa che opera in spazi ristretti. «Raggiungere i paesi colpiti dal sisma è stato difficile, molto peggio che all'Aquila dove si poteva arrivare da 5 direttrici viarie e c'erano enormi parcheggi per installare campi ed attrezzature», dicono dal corpo dei vigili.

A complicare l'avvicinamento e a far partire le operazioni di soccorso, c'è anche il fatto che i segnali radio sono debolissimi a causa della conformazione montuosa e geografica dell'area colpita dal sisma.

Uno strumento che cerca la vita sottoterra. I nostri vigili rimarranno là almeno una settimana ed è stata usata anche una squadra specializzata nel recupero delle persone sotto le macerie denominata "Usar Medium".

L'unità specializzata per questo tipo di calamità, è stata utilizzata anche per la ricerca di persone nei terremoti in Nepal e ad Haiti e nello tsunami in Thailandia.

A confermare l'importanza del ruolo giocato dai nostri vigili del fuoco a livello regionale basti pensare che il totale dei mezzi partiti dalla Toscana alla volta di Rieti è poco più di una trentina. Da Pisa ne sono partiti 1/3 del totale.

Le unità cinofile. Sarà una carabiniera originaria proprio di Amatrice, il paesino della provincia di Rieti tra i più colpiti, l'appuntato Francesca Coltellese, a guidare la spedizione delle unità cinofile dell'Arma inviate nelle zone colpite dal sisma dal comando provinciale pisano. Lo hanno reso noto i vertici locali dell'Arma.

Sono partiti per il Lazio quattro conduttori e due cani specializzati nelle ricerche di persone disperse.

Le iniziative delle associazioni. Intanto, Pisa si muove anche sul fronte del volontariato’ e della politica. E parte anche la colletta per cercare di contribuire anche economicamente ai soccorsi ed alla ripresa dei due borghi terremotati.

«Il popolo Pisano è un popolo generoso - dice Raffaele Latrofa consigliere comunale della lista civica Pisa nel cuore - e in occasioni drammatiche come questa sappiamo stringerci intorno a chi è nel dolore. "Come"Pisa nel cuore" abbiamo pensato di mettere a disposizione il conto corrente dell'Associazione per una colletta destinata all'acquisto di generi di prima necessità».

Le modalità sono le seguenti : bonifico sul conto corrente IBAN: IT79 H033 5901 6001 0000 0143 196, intestato a : Pisa nel cuore Lista Civica, causale: "terremoto".

«Poiché per trasparenza pubblicheremo tutti gli estratti conto, coloro che non vogliono che sia pubblicato il proprio nome, possono aggiungere nella causale la dicitura "Privacy". Qualsiasi sia il risultato di questa colletta ringraziamo in anticipo chi vorrà partecipare», è il commento del consigliere comunale Latrofa.

«In situazioni del genere, o ancora più gravi anche all'estero, parte la nostra squadra di Medici d'Urgenza della Aoup - spiegano dall’azienda ospedaliera - In questo caso però, almeno fino a questo momento, non è prevista la partenza dei nostri chirurghi perché verranno usati quelli locali».

Dalla Aoup inoltre dichiarano che la squadra si muove là dove ci sia bisogno di ospedali da campo mentre nel caso dei due paesi colpiti dal sisma verranno usati i presidi sanitari della zona.

Ospedali in sicurezza. L'onorevole Federico Gelli si concentra sulla doveroso ed urgente messa in sicurezza dei presidi ospedalieri. «Quanto avvenuto nella notte alla struttura di Amatrice è emblematico, già nel 2013 la relazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Ssn confermava l'allarmante dato dei 500 ospedali a rischio. Con una scossa sismica come quella registratasi la scorsa notte il 75% degli edifici verificati crollerebbe».

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