Il Tirreno

Pisa

Scatta la rimozione delle bancarelle in piazza Belvedere

TIRRENIA. Oggi, con lo sgombero dei bancarellai in piazza Belvedere, sarà scritta la parola fine ad una situazione di degrado che si è protratta per anni e che è stata denunciata più volte sia dai...

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TIRRENIA. Oggi, con lo sgombero dei bancarellai in piazza Belvedere, sarà scritta la parola fine ad una situazione di degrado che si è protratta per anni e che è stata denunciata più volte sia dai residenti e commercianti del luogo che dalle associazioni di categoria. Da un controllo fatto questa estate è emerso che molti dei bancarellai che per anni hanno venduto indisturbati la loro merce non pagavano il suolo pubblico da quattro anni e che addirittura quattro i loro non erano nemmeno in possesso della licenza per l’esercizio. L’amministrazione ha concesso ai bancarellai un lasso di tempo per mettersi in regola, ma mai il tempo è scaduto e oggi, per tutti coloro che non si sono messi in regola, scatterà lo sgombero.

Per permettere lo svolgimento delle operazioni, il comandante della polizia municipale ha emesso un’ordinanza con la quale è stato istituito il divieto di sosta dei veicoli con rimozione coatta, sia in via che in piazza Belvedere dove potranno circolare solo le forze dell’ordine.

Fino ad ieri sera in piazza Belvedere era tutto come sempre. I bancarellai hanno continuato il loro lavoro tranquillamente, forse ignari di ciò che avverrà oggi con la rimozione delle loro strutture di vendita. Di queste bancarelle con teli multicolore montati sopra tenuti insieme da legacci si è discusso tanto, così come della sporcizia dietro a queste bancarelle, del bivacco e dei pisolini sdraiati per terra nelle ore più calde del giorno. A completare questo scenario il commercio abusivo che ogni sera si presenta puntualmente in questa piazza con i suoi teli bianche e la merce esposta proprio davanti a queste bancarelle riducendo a piccoli viottoli lo spazio per i passanti.

E allora la presidente di Confcommercio Pisa Federica Grassini si domanda come sia stato possibile che questi bancarellai abbiano potuto esercitare la loro attività per ben quattro anni senza pagare il suolo pubblico. «Una delle tante piaghe del nostro litorale, evidenziate negli anni da Confcommercio Pisa - commenta la presidente Grassini -, uno scempio, una vergogna, un danno di immagine incalcolabile per Tirrenia e per tutti gli imprenditori che hanno continuato ad investire sul nostro litorale, pagandone ingiustamente le conseguenze. Una vergogna che ci auguriamo possa dirsi definitivamente risolta, per assurdo grazie alla perpetuata morosità degli ambulanti, più che ad un provvedimento specifico della nostra amministrazione».

«Non chiamateci “intolleranti” - prosegue Grassini - perché siamo esattamente il contrario: siamo degli stolti che continuano ad operare nel rispetto di una miriade di regole che evidentemente valgono solo per noi, schiavi della burocrazia. Chi pagherà l’ammanco di quei quattro anni di suolo pubblico evaso, di quel commercio abusivo? Credo che per molti di noi la soglia di sopportazione dei soprusi sia stata valicata». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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