Il Tirreno

Pisa

i lavori

Ciclopista sull'Arno, in bici da Riglione a Marina

di Mario Neri
Il tracciato completo della ciclopista: in celeste i nuovi tratti finanziati
◗
Il tracciato completo della ciclopista: in celeste i nuovi tratti finanziati

Ok della Regione ai finanziamenti chiesti dal Comune per sostenere l’opera. Il Comune: "Entro l'estate 2018 si va al mare in bici". Ma sul tracciato un 'buco nero' di pochi chilometri

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Tutta insieme sarà una cavalcata a pedali lunga 350 chilometri. Dalle pendici del Falterona, nel parco delle Foreste Casentinesi, fino a Marina di Pisa. Ma tutta insieme per ora è disegnata soltanto sulle mappe, la ciclopista sull’Arno, il sogno a pedali cullato dalla Toscana per trasformarsi in una piccola Olanda. Per ora a dare concretezza alle speranze c’è quasi soltanto Pisa. Perché la Regione ha deciso di finanziare la gran parte dei 16,7 chilometri del tratto con cui cicloamatori, pendolari, lavoratori, turisti potranno attraversare la città, andare al mare in bici, oppure in ospedale o la domenica fin sotto i pini di San Rossore.

Alcuni rami della pista sono già stati finanziati, o per iniziativa del comune o attraverso risorse rastrellate in Europa. Si può viaggiare già oggi su un percorso sicuro fra via Aldo Moro e via Conte Fazio, sul tracciato del vecchio “trammino”; poi da Porta a Mare al Cep. Sono in corso i lavori, o stanno per essere assegnati, per il completamento dello spezzone che corre lungo la riva delle Piagge. Ma le distanze lunghe e i nodi cruciali per collegare la grande direttrice sul fiume fino al mare saranno costruiti grazie a questa svolta. Con i soldi della Regione potranno diventare realtà il ponte ciclopedonale a Riglione, la via sull’acqua che consentirà a centinaia di dipendenti di Cisanello di potersi recare a lavoro senza usare l’auto o mezzi pubblici. Poi il tratto che dall’ospedale confluisce verso le Piagge e infine quello che dal Cep correrà verso La Vettola e poi verso il porto turistico. Costo dell’operazione, 5 milioni. Circa 2,2 milioni ce li metterà la Regione, il resto il Comune, e una piccola parte (300 mila euro)si attende anche dall’Azienda ospedaliero-universitaria.

«Pisa aveva i progetti pronti, ha lavorato molto per la mobilità sostenibile e intermodale. Ci ha presentato i progetti e ci siamo convinti. Fra la fine dell’anno e i primi mesi del 2017 si concluderanno le procedure per i bandi - dice l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli - In un anno, forse meno, si possono completare i lavori». Giuseppe Forte, assessore alla mobilità in città, è più cauto. Ma molto soddisfatto. Perché è convinto che la pista ciclabile sull’Arno diventerà una delle tessere fondamentali del puzzle di strategie con cui punta a trasformare Pisa in una città a misura di bici, dove turisti, residenti, studenti e utenti potranno spostarsi da un punto all’altro sfruttando una mobilità dolce, il soft power dei pedali.

«Nell’estate del 2018 sui va al mare in bicicletta», dice Forte. È quella la data prevista per il completamento dell’anello. Sì perché la Regione ha sostenuto i progetti pisani anche perché garantivano un collegamento con la “ciclabile del Tirreno”, l’altro sogno toscano. Infatti giungeranno anche le risorse per creare la traccia mancante per collegare l’altra sponda del fiume e un percorso diretto fra Cascine Nuove e il ponte del Cep. Insomma, in futuro, se venisse costruito l’itinerario mancante che colleghi bene Torre del Lago al parco di San Rossore, i ciclo amatori inossidabili potranno davvero cavalcare a pedali le sponde del fiume più importante della Toscana e poi correre sulla costa. Intanto Pisa sta per costruire il suo anello.

Da San Rossore alla città, dalla città a Marina e poi a Calambrone. Con un’unica incognita. Sul tracciato mancano solo pochi chilometri, una rametto soltanto del torrente ciclabile non è finanziato e per ora non c’è una data in cui sperare: quello che va da piazza Guerrazzi a Piazza Sant’Antonio. «È legato al progetto del bus elettrico - dice Forte - Ma a me interessa poco. Non possiamo pensare di raggiungere l’obiettivo di una mobilità dolce disseminando di piste la città. Io credo che debba essere aumentata la ciclabilità delle strade così come sono. E non si fa con un’unica azione, una sola ricetta. Ma con più mosse. Il ponte a Riglione consentirà ai mille lavoratori che abitano al di là dell’ansa dell’Arno di andare a lavoro in bici all’ospedale. Stiamo parlando di un quinto dei dipendenti dell’ospedale. Gli abitanti del Cep potranno raggiungere il centro in bici, lo potranno fare anche quelli di Riglione e Oratoio. Poi ci sarà il People mover che ci aiuterà ad alleggerire il traffico. Soltanto quest’anno abbiamo installato 9 nuove stazione del bike sharing giungendo a quota 24. Ecco, tutto questo insieme ridurrà il traffico e stimolerà una mobilità meno caotica, più sostenibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web