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Pisa

I parà nel parco per “cacciare” i pusher

I parà nel parco per “cacciare” i pusher

Accordo con la Prefettura: i militari della Folgore si addestreranno a San Rossore e si spera in un effetto deterrenza

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MARINA DI VECCHIANO. Addestramento e operatività. Le proveranno a coniugare i parà della Folgore di Pisa che fra qualche giorno cominceranno a frequentare i boschi del parco di San Rossore con maggiore frequenza per delle esercitazioni. Grazie ad un accordo raggiunto dal prefetto Attilio Visconti, il comando della Brigata e il Parco di San Rossore, i militari entreranno nel cuore dell’area protetta per svolgere attività di addestramento che abbiano anche una funzione di deterrenza contro lo spaccio e la prostituzione.

Da tempo i comuni di Vecchiano e Pisa chiedono un incremento della presenza delle forze dell’ordine fra Migliarino e Marino di Vecchiano per frenare il fenomeno. «I militari della Brigata Paracadutisti della Folgore aumenteranno la loro presenza nel Parco di San Rossore, dando vita ad attività addestrative compatibili con la destinazione d’uso di quell’area. Anche per venire incontro alle istanze di maggiore sicurezza avanzate dalle amministrazioni comunali della costa, ho chiesto la collaborazione dei parà per la realizzazione di alcune attività esercitative, con funzione di deterrenza, da effettuarsi nell’area del Parco - dice Visconti - La disponibilità manifestata prontamente dal Comandante agevolerà l’attività di sorveglianza e vigilanza, già costantemente in atto, da parte delle forze e dei corpi di polizia, favorendone l’attività preventiva e repressiva dei fenomeni delinquenziali in quella zona».

Da anni infatti amministrazioni e la direzione del Parco chiedevano di alzare il livello di attenzione e dei controlli sulla riserva. Ad essere diventata una terra di nessuno sono soprattutto i boschi di Migliarino, Coltano e la Cornacchiaia a Calambrone. Lì i pusher spesso si accampano e attendono i clienti. Un racket organizzato che da settimane polizia, carabinieri e guardie del parco cercano di bloccare organizzando blitz periodici. Spesso le squadre si ritrovano di fronte a veri accampamenti e spesso si trovano di fronte ad una distesa di batteria. «Sono batteria di auto che utilizzano per ricaricare i telefonini», dice il direttore del Parco, Andrea Gennai.

Il loro gancio con il mondo fuori dal bosco. Copme lo sono i motorini, quasi sempre rubati, abbandonati fra gli alberi o i laghi della riserva, utilizzati dai corrieri.

Anche se ultimamente qualche fermo è stato messo a segno, la “caccia” spesso si conclude senza arresti. Anche perché gli spacciatori adottano una tecnica: posizionano lucchetti “propri” ai cancelli della tenuta Salviati facendo perdere terreno a chi li insegue.

«Ringrazio ancora una volta il prefetto Visconti - dice Gennai - per aver accolto tutte le nostre richieste, per avvicinarsi alla definizione di "parco" che il nostro territorio protetto merita. È un lavoro lungo e senza fine ma se come sta succedendo si collabora tra tutti l'obiettivo è vicino e raggiungibile. Avanti così».

Consentire ai parà di addestrarsi nel boschi di Marina di Vecchiano e Migliarino è dunque una strategia per allontanare i malviventi e convincerli ad abbandonare quei luoghi come base per i loro traffici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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