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Britaly e il fondo di Dubai: lo sprint per l’accordo

Britaly e il fondo di Dubai: lo sprint per l’accordo

«Gli sportivi chiedono una discontinuità nella gestione societaria e continuità nella gestione sportiva. Mi sono augurato che si trovasse un punto di incontro e le stesse valutazioni le ho proposte...

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«Gli sportivi chiedono una discontinuità nella gestione societaria e continuità nella gestione sportiva. Mi sono augurato che si trovasse un punto di incontro e le stesse valutazioni le ho proposte ad Abodi». Così martedì il sindaco Filippeschi: Pisa vuole una nuova società (davvero nuova, non per finta) e il suo “vecchio” allenatore. E Abodi in serata, dopo aver incontrato la società, fu chiaro anche con i nostri cronisti: «E’ necessario trovare un accordo, anche per la regolarità e il decoro del campionato».

Per il calcio italiano e per la città di Pisa, l’avventura di Britaly è finita e non può continuare sotto un altro nome. Ma è ovvio che il passaggio di consegne deve avvenire con la firma di un regolare contratto di cessione.

Solo martedì Britaly aveva fatto sapere quanto voleva: una richiesta choc ovvero 7,5 milioni (4,8 per l'acquisto della società e il resto per la restituzione del finanziamento dei soci).

Il fondo Equitativa aveva proposto 5,5 milioni e le parti si sono prese 24 ore per fare una valutazione, ieri l’avvicinamento che appare decisivo se Britaly non si rimangerà la parola. (a.sc.)

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