Il dolore
Una cerniera nel tendone per sventare il blitz ai big
PISA. No, non sono gli uomini in divisa a fare la differenza. Non è il gruppo di carabinieri, poliziotti e vigili che stazionano all’ingresso della festa di Riglione ad essere stato designato per la...
PISA. No, non sono gli uomini in divisa a fare la differenza. Non è il gruppo di carabinieri, poliziotti e vigili che stazionano all’ingresso della festa di Riglione ad essere stato designato per la “scorta”. Ma questi giganti in polo e jeans, trentenni e quarantenni che ci avevano ingannato, fissi in piedi per tutto il dibattito. Cavolo, militanza che passione. E poi sembravano aver abbassato l’età media della platea, decisamente sui sessanta. Poi, guardando meglio, si nota che uno dei due indossa un radiomicrofono e allora diventa tutto chiaro. Eccola la sorveglianza speciale, la task force voluta dal prefetto Attilio Visconti per la festa de l’Unità e in particolare per difendere Enrico Rossi e tutti i big che saliranno sul palco dei Dem dagli assalti simili a quello andato in scena un paio di settimane fa, quando un allevatore ricoprì il governatore di letame, convinto di vendicarsi così di una legge regionale che impone un tetto agli animali da macellare e che avrebbe stroncato la sua attività. Eccola la vigilanza anti-letame. O meglio, la squadra messa insieme dal questore per scongiurare che ai dibattiti vadano a segno gesti inconsulti, blitz di protesta, folli e squilibrati. «Tranquilli, avevamo il cambio», scherza Rossi a fine serata con i ragazzi. Gli agenti sono 5, quattro uomini e una donna. E ognuno presidia una zona del tendone. «Non solo - confessa a fine serata uno - Hai visto che il tendone ha delle cerniere laterali proprio in corrispondenza delle poltroncine, alle spalle di chi parla? Be’ sono aperture da cui possiamo intervenire dall’esterno». Insomma, le minacce interne verrebbero bloccate da un controblitz esterno. La serata fila liscia. Ma i 5 restano fino alla fine. «Presidente, presidente», continua un uomo a incalzare Rossi all’una di notte con domande e suggerimenti su economia, politica, banche. «Aho, s’è fatta ’na certa ora, andiamo va», si sfoga alla fine uno dei cinque, che accompagnano il governatore fino alla macchina.
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