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Pisa

Sono in arrivo in provincia più di 20 migranti

PISA. La prefettura di Pisa, come quella di altre province della Toscana, è stata allertata dal ministero dell’Interno per l’imminente arrivo di una ventina di migranti richiedenti asilo che sono...

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PISA. La prefettura di Pisa, come quella di altre province della Toscana, è stata allertata dal ministero dell’Interno per l’imminente arrivo di una ventina di migranti richiedenti asilo che sono destinati a Pisa e provincia. In tutto sono 23 e arrivano dai centri della Sicilia e della Puglia.

Al momento la prefettura non ha chiesto aiuto ai sindaci e quindi è molto probabile che con l’aiuto della Croce Rossa oltre che delle cooperative che sono molto attive nel settore dell’accoglienza siano state trovate soluzioni. I sindaci anche recentemente hanno detto al prefetto di essere favorevoli all’accoglienza diffusa per piccoli nuclei. Ma negli ultimi mesi sono state individuate soluzioni, come quella dell’agriturismo La Tinaia a Cascina, che non hanno tenuto conto di questa indicazione.

Tanto che sono arrivati nella struttura di Cascina oltre 30 migranti. Decisione questa che la sindaca leghista Susanna Ceccardi non condivide, tanto da avere chiesto al prefetto più volte di vigilare sulla regolarità delle dichiarazioni presentate dall’azienda che ha partecipato al bando per l’accoglienza dei migranti.

Recentemente la Croce Rossa ha acquistato un albergo a Cascina che, una volta che sarà stato ristrutturato, potrebbe avere le potenzialità per diventare una struttura per nuove accoglienze. Anche a Capannoli, in Valdera, in questi giorni tra gli abitanti si è diffusa la voce che i profughi potrebbero arrivare in un capannone dismesso.

La Toscana è chiamata a fare la propria parte per quanto riguarda i migranti richiedenti asilo che nell’estate, come era prevedibile, sono arrivati in numero sempre più massiccio. L’indicazione data alle prefetture è quella di non dare notizie sulla collocazione dei migranti. Anche per questo i casi come quello di Cascina, che sono stati scoperti direttamente dai cittadini quando i profughi sono arrivati con un bus della Croce Rossa, finiscono per creare un clima di sospetto e di malumori che non sempre diventa facile da gestire. C’è poi la partita che riguarda i privati, a cominciare da chi affitta le proprie abitazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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