Il Tirreno

Pisa

Rischiò di morire, mai risarcita

di Sabrina Chiellini
Rischiò di morire, mai risarcita

La pensionata Franca rimase imprigionata nel sottopasso. Salvata da due carabinieri

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CASCINA. «Oddio, ora che ci penso è già passato un anno. Ancora non riesco a liberarmi dalla sensazione di quella mattina quando per poco non sono morta affogata. L’acqua era già alta, ero nel panico». Franca Casarosa, 73 anni, è la pensionata di Cascina che la mattina del 24 agosto di un anno fa ha rischiato la vita, dopo essere rimasta intrappolata con la sua auto nel sottopassaggio ferroviario allagato, in via Macerata a San Frediano a Settimo. La strada era libera anche se in alcuni tratti c’erano allagamenti, pioveva a dirotto. Il semaforo del sottopassaggio - poi finito al centro di mille polemiche per settimane - era spento.

I sistemi di protezione collegati alla struttura non segnalavano alcun pericolo, tant’è che poi la pensionata ha presentato una querela contro il Comune di Cascina. La Opel Agila di Franca Casarosa attraversò quella striscia di asfalto. Una decisione che per poco la pensionata non ha pagato con la vita. Se la 73enne è viva lo deve all’intervento di due carabinieri-eroi e all’aiuto di un artigiano, Franco Ferrini, 52 anni, presidente di Cna Produzione.

«Pensavo di morire affogata – ricorda l’automobilista – Se non fossero arrivati i carabinieri e quel signore che mi hanno portato via dall’auto non so come sarebbe finita». Da allora niente è successo. «Inizialmente siamo stati ricevuti dal prefetto – aggiunge la cittadina – fu una bella cosa. Ma in questi mesi nessuno mi ha contattato, non ho avuto alcun risarcimento dei danni e la mia auto era da buttare via. Ho presentato una denuncia contro il Comune ma neppure di questa abbiamo avuto notizie. Se effettivamente ci sono state indagini o se nessuno si sia attivato non lo sappiamo. Nel frattempo ho comprato una vecchia Panda usata perché non posso restare a piedi». Il veri disagi sono quelli psicologici. «Ora sto meglio. Ma per tanto tempo la notte mi è capitato di svegliarmi all’improvviso con la paura di trovarmi sott’acqua. Non sono stati momenti facili. Nessuno si è mai fatto vivo con me dal Comune. E chissà cosa potranno fare i nuovi amministratori visto che hanno trovato tanti problemi e di soldi mi pare ce ne siano pochi. Se mi venissero riconosciuti i danni sarebbe positivo ma tutti mi dicono che devo avere pazienza, che i tempi sono lunghi». La pensionata nella querela che ha presentato l’autunno scorso ha chiesto i danni anche per le lesioni personali riportate. Dopo le prime indagini i carabinieri hanno inviato un’informativa alla Procura in cui si spiegava che potevano esserci profili di responsabilità da parte del Comune per quanto riguarda la mancata manutenzione dei sistemi di controllo del sottopassaggio ferroviario che si allaga spesso, soprattutto dopo violenti temporali. La macchina della protezione civile comunale dimostrò di essersi messa in moto con lentezza. Il piano della protezione civile di Cascina, va ricordato, non viene aggiornato dal 2010. Più testimoni avevano confermato che il semaforo che doveva segnalare il pericolo di allagamenti nel sottopassaggio, non era funzionante quella mattina. Poco tempo dopo l’ex sindaco fece installare una telecamera in via Macerata, vicino al sottopassaggio. Telecamera non ancora attivata e soprattutto non segnalata per quanto riguarda comunicazioni da dare nel rispetto della privacy. Tra i progetti annunciati anche quello di installare un sistema in grado di attivare una sbarra per chiudere il sottopasso quando è invaso dall’acqua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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