Il dolore
Enrico Rossi: «Moschea sì, ma chiarezza sui soldi»
Colloquio con il governatore: il Pd pisano inviti l’Anpi e faccia entrare i banchini alla Festa
PISA. Sono state «un errore le primarie a Cascina, ci siamo fatti male da soli». Impedire la costruzione della moschea «non è la strada giusta», perché «il diritto alla libertà religiosa è sancito dalla Costituzione», ma serve anche «trasparenza sui finanziamenti». «I migranti li accogliamo, ma se delinquono devono pagare», non «possiamo arretrare quando la religione non rispetta le conquiste fatte sulle libertà e i diritti delle donne». E questo è un tema, dice Enrico Rossi, che «non possiamo lasciare alla sindaca di Cascina». «Andiamo a parlare con i pisani», esorta il presidente, «spieghiamo loro le idee che abbiamo su integrazione e accoglienza». È un fiume in piena il governatore. Parla ai militanti del Pd riuniti alla festa de l’Unità. A Riglione è arrivato per presentare il suo libro Rivoluzione socialista, il manifesto con cui si candida a scalzare Matteo Renzi dalla segreteria nazionale. Il tendone dello spazio va sold out, c’è chi ascolta anche dall’esterno.
Presidente, ma se dovesse perdere il congresso per la segreteria cosa farebbe?
«Non farò più il presidente della Regione né se vincessi punterei a fare il premier. Il mio impegno è per costruire un’area di democratici socialisti dentro il Pd che continui a dare battaglia per rilanciare il socialismo. Lo farò in ogni caso, anche senza essere pagato».
Passiamo a Pisa. Maria Chiara Carrozza critica le feste de l’Unità definendo gli incontri sul referendum «propaganda». Dice: «Non chiamateli dibattiti, se non c’è un confronto». E si auspica che a Pisa l’Anpi sia invitata?
«Fa bene a dire che l’Anpi deve essere invitato e deve poter dire la sua. Renzi alla Versiliana ha detto che è disponibile a fare un dibattito con il presidente dell’associazione partigiani Smuraglia. Non basta, dobbiamo recuperare i rapporti facendo incontrare le delegazioni nazionali. Se si rinnega la storia non si va da nessuna parte».
Ma cosa dovrebbe fare il partito?
«Secondo me è giusto che siano rappresentate alle feste le posizioni diverse. Ma il referendum non può essere usato per una resa dei conti dentro il partito. Il Pd lascia libertà al dissenso ma la linea maggioritaria va rispettata. Io, l’ho detto, sono favorevole alla riforma. Ma non farei polemiche sulla presenza dell’Anpi. Ho sentito Orfini dire: dibattiti sì, banchini no. Ma stiamo scherzando? Ma su, fateli entrare».
A Pisa si vota nel 2018, come scegliere il candidato?
«In Toscana abbiamo preso una brutta china. Perdiamo troppo. Dopo Livorno, Arezzo, poi Grosseto, Sesto e Cascina. Credo ci sia un distacco con i nostri riferimenti sociali. A Roma abbiamo vinto ai Parioli e perso nei quartieri popolari. Appendino ha vinto su Fassino sul tema della povertà. Dobbiamo tornare a parlare con le persone e poi mettere in campo un metodo di selezione e seguire quello, altrimenti se ci facciamo male tra noi continuiamo a perdere. E poi serve un patto: dove faremo le primarie occorre che poi siamo tutti uniti per sostenere chi le ha vinte».
Un errore le primarie a Cascina?
«Lo è stato proporle ovunque c’erano sindaci alla fine del primo mandato. Diamo l’idea di divisione. Credo si debba ricostruire poi i rapporti con altre forze di sinistra».
Allearsi con Sel? Ma se qui avete rotto sull’aeroporto...
«È sempre stato un argomento strumentale che dalla Regione si è esteso a Pisa».
Be’ c’è chi le rimprovera di aver trattato male i “suoi” pisani a vantaggio dei fiorentini, sia su aeroporto che sull’ospedale?
«Il volume di investimenti sul Galilei non è mai stato così forte. E in gioco non c’erano Pisa o Firenze. Senza fusione, i fiorentini sarebbero andati a Bologna. Alla sentenza del Tar che boccia l’allungamento della pista di Peretola risponderemo con un ricorso al Consiglio di Stato, e poi vedremo cosa arriva dal parere ambientale del ministero. Ma in gioco c’è il ruolo di terzo polo aeroportuale italiano. Cisanello è un’eccellenza toscana, e per l’ultima parte di ospedale abbiamo sbloccato 300 milioni».
Moschea, è un tema che sarà cruciale per le amministrative. Il comitato del no e Susanna Ceccardi lo stanno calvalcando. Il sindaco Filippeschi si è espresso chiaramente, ma il partito no.
«Il diritto di libertà religiosa è sancito dalla Costituzione, forse bisognerà spedir loro una copia. Ma la chiave è che lo Stato trovi con l’Islam un’intesa come quella che c’è con altre confessioni affinché siano gli stessi musulmani italiani a finanziare con l’8 per mille le loro chiese evitando che i soldi arrivino dai sauditi, che con una mano staccano assegni per le moschee e con l’altra per l’Isis, magari mentre viaggiano sugli yacht costruiti a Livorno con le donne nude, perché quando le portano in barca, le vogliono in bikini e non col burqa. Negare la costruzione non funziona, mi preoccupano di più i sottoscala e i centri clandestini. Ma bisogna essere fermi anche nella battaglia culturale, non arretrare di fronte alla religione che non rispetta le conquiste fatte sul piano di libertà e diritti».
Sia Lega che 5 Stelle ottengono molti consensi anche per la posizione netta sui migranti.
«Ogni estate la solita storia, si enfatizza l’emergenza: 9mila persone cosa sono per la Toscana? Ma alla propaganda xenofoba bisogna rispondere chiaramente. Questi ragazzi non possono stare a non far niente, devono restituire un po’ di ciò che diamo loro».
Alcuni potrebbero obiettarle che in realtà finiscono per andare a spacciare in piazza dei Cavalieri.
«Chi lo fa va arrestato. Io sono un comunista di destra, un uomo d’ordine e libertà. La sicurezza è un tema su cui la sinistra è arrivata tardi. Ma per organizzare u modello che funzioni dobbiamo togliere la gestione ai prefetti».
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