Sicurezza
I ladri entrano nella villetta ma non c’è niente da rubare
TIRRENIA. Non tutti i colpi vanno a segno e i ladri che tra la notte di lunedì e martedì sono entrati nella casa paterna di Eleonora Carali che si trova in vione Vannini, lo sanno bene dato che se ne...
TIRRENIA. Non tutti i colpi vanno a segno e i ladri che tra la notte di lunedì e martedì sono entrati nella casa paterna di Eleonora Carali che si trova in vione Vannini, lo sanno bene dato che se ne sono andati a mani vuote così come vuota era la casa. Non c'era assolutamente niente dentro gli armadi o nei cassetti, niente televisori o altro di un po' più di valore, solo la camera dei nonni, del padre e tanti libri che non sono stati minimamente toccati. I malintenzionati hanno comunque setacciato a fondo la casa andando a vedere anche negli sgabuzzini, ma anche lì non hanno trovato nulla. Ma questa incursione inutile ha comunque comportato dei danni perché i ladri hanno sfondato la porta d'ingresso dell'appartamento di sopra e per rimetterla a posto ci vorrà qualche centinaio di euro.
«La casa è una bifamiliare - spiega Carli -, l'appartamento a piano terra apparteneva a mio padre e quello di sopra a mia zia che vive a Roma da anni e non viene mai. Praticamente, da quando due anni fa è morta anche la moglie di mio padre, questa casa è disabitata. Sono entrati dalla finestra del bagno a piano terra - racconta la donna -, da cui avevano già provato ad entrare tempo fa, ma senza riuscirci e poi sono passati nell'appartamento di sopra dove hanno sfondato la porta. Ero andata a controllare la casa sabato ed era tutto a posto e questa mattina, quando sono arrivata, ho notato subito che le finestre erano aperte e mi sono insospettita e ho chiamato immediatamente la polizia con la paura che dentro ci fosse ancora qualcuno e invece se n'erano andati da tempo. È stato brutto trovare tutto aperto a quel modo e sinceramente ho avuto anche paura. È un po' una violenza quando degli estranei entrano in casa tua e frugano tra le tue cose perché lì dentro ho comunque dei ricordi».
Nessuno dei vicini ha visto o sentito niente. Neanche i cani del vicinato hanno abbaiato e questo ha indotto Carli a pensare che gli autori dell'intrusione siano persone che conoscono le abitudini del vicinato, che ad un certo momento della sera, richiamano i proprio cani in casa. «Già altre volte sono entrati nel giardino per rubare dei vasi e della frutta - sottolinea Carli -, ma mai in casa. La mia preoccupazione adesso è che avendo scoperto che la casa è disabitata, circoli la voce in ambienti poco puliti e che qualcuno si insedi dentro occupandola».(d.l.)
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