Il Tirreno

Pisa

Allarme commercio, dieci attività chiuse nell’ultimo anno

di Sharon Braithwaite
Allarme commercio, dieci attività chiuse nell’ultimo anno

Le serrande che si abbassano al ristorante Salustri sono solo l’ultima pagina della crisi che sta investendo San Giuliano

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SAN GIULIANO TERME. La crisi del commercio sangiulianese è sotto gli occhi di tutti e la chiusura del ristorante Salustri ne è solo l'ultima pagina. Nell'ultimo anno sono circa una decina le attività commerciali che hanno chiuso i battenti oltre al punto ristoro di viale Boboli: una parafarmacia, il ristorante "Pasta e Vino" che l'anno scorso si è trasferito a Cascina (dove evidentemente ha trovato condizioni più favorevoli); un parrucchiere, un alimentari, un fioraio e il bar Barone di largo Shelley. Ma è solo colpa della crisi economica? O anche della carenza di strutture recettive per tutte le tasche e di sistemi di trasporto adeguati?

Passeggiando per le vie del centro, a pochi passi delle terme, è impossibile non notare l'elevato numero di saracinesche abbassate. E dietro ognuna c'è una storia diversa, fatta di problemi economici, familiari o di salute. Le parole di Lorenza Gatti, ormai ex gestore del Salustri - riportate ieri dal Tirreno - hanno suscitato diverse reazioni in paese. C'è chi preferisce non commentare, perché risentito da tale "spudorata" franchezza; chi sostiene che il paese sia accogliente ma che non abbia senso offrire piatti tipici mantovani nel territorio sangiulianese; e chi ritiene che, sotto sotto, Gatti abbia detto una qualche verità. Il Centro Commerciale Naturale preferisce non entrare nel merito della polemica - «non sapevamo che il Salustri avesse delle difficoltà, non ne conosciamo le cause. Sicuramente la chiusura di un negozio è sempre un gran dispiacere» - e annuncia che da mesi sta lavorando ad un progetto concreto per risolvere questo difficile momento per San Giuliano. Tale piano sarà presentato a breve.

Intanto, è in arrivo la seconda edizione della Festa dell'Enigmistica, un evento che l'anno scorso ha riscosso molto successo. Salustri ha chiuso, lo ricordiamo, dopo aver cambiato gestione nel 2014, in seguito al sequestro del bene per riciclaggio di proventi illeciti riconducibili al clan Contini. Accanto alla mancata rinascita di un bene sequestrato per mafia si aggiunge un turismo di cui beneficia quasi esclusivamente le terme. Eppure il territorio ne avrebbe tante di eccellenze da offrire. Ne è consapevole l'agenzia di tour operator "Monte Pisano" (spin off di Timesis) di piazza Shelley, che ha creato una rete di imprese del Lungomonte. Lo scopo è quello di promuovere il territorio, i suoi prodotti tipici, le sue bellezze e offrire informazioni ai turisti. «Con la chiusura di Salustri (nostro associato), sparisce l'ultimo ristorante doc della zona, raggiungibile a piedi dal borgo. Certamente ci sono bar e hotel dove si può mangiare, ma il punto è un altro: stanno scomparendo le attività commerciali a San Giuliano a discapito dell'offerta turistica - dice Raffaella Nocchi -. Il paese è ricco di risorse interne e potenzialità. Occorre lavorare sul marketing e sulle strategie. Noi abbiamo un piano e puntiamo a migliorarlo ulteriormente».

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