Proteste
Affittano una casa all’Abetone che non c’è
Amara sorpresa per una famiglia di Vecchiano: quando è arrivata in vacanza si è trovata senza alloggio
VECCHIANO. Avevano prenotato l’appartamento all’Abetone per le vacanze invernali, con tanto di caparra di 300 euro pagata tramite Poste Pay. Un classico delle abitudini di tanti anche se sempre più spesso è facile andare incontro ad amare sorprese sia con gli acquisti on line così come con le vacanze. E così quando la famiglia di Vecchiano si è recata nel luogo indicato dall’annuncio non ha avuto difficoltà a rendersi conto che in realtà la casa non c’era. E così alla famiglia non è rimasto altro che presentare una querela (a dicembre 2015) ai carabinieri (anche questo fa parte del repertorio) spiegando per filo e per segno come erano stati raggirati. Dopo mesi di indagini i carabinieri di Migliarino hanno denunciato per truffa un pregiudicato napoletano di 43 anni. Anche lui, come nelle più classiche delle truffe on line, è un personaggio già noto alle forze di polizia per questo stesso genere di reato. Secondo quanto ricostruito dai militari, la famiglia è partita per la montagna pistoiese forte della prenotazione fatta on line ma quando è arrivata a destinazione, dell’alloggio non c’era alcuna nessuna traccia. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di rintracciare il pregiudicato campano, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per scoprire se con le stesse modalità siano state consumate anche altre truffe ai danni di ignari vacanzieri. Per fortuna la somma versata dalla famiglia di Vecchiano non era elevata. Ma in altre occasioni chi organizza truffe telematiche cerca di chiedere somme anche più consistenti.
Il consiglio che di solito viene dato è quello di non fidarsi di persone che di fatto restano sconosciute. In rete è possibile trovare ottime occasioni ma quando un’offerta si presenta troppo conveniente rispetto all’effettivo prezzo di mercato del prodotto come di una vacanza allora è meglio verificare su altri siti. Potrebbe essere un falso o rivelarsi una truffa.
Le truffe più comuni si concretizzano con lo shopping telematico. In caso di raggiro a volte è sufficiente inviare al venditore una diffida in cui si chiede alla controparte di ottemperare alla restituzione dell’importo indebitamente ricevuto e trattenuto, con l’avvertimento che saranno tentate le vie giudiziarie.(s.c.)
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