Il Tirreno

Pisa

Mala-movida, raddoppiati i “pattuglioni”

di Cristiano Marcacci
Mala-movida, raddoppiati i “pattuglioni”

L’annuncio del questore Alberto Francini: saranno due dal giovedì alla domenica

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. I rischi legati al terrorismo internazionale, gli organici ridotti all’osso, la mala-movida in centro durante il fine settimana, il clima surriscaldato attorno alle “pazze” dinamiche del Pisa calcio. Argomenti e problemi che hanno albergato nella mente del questore Alberto Francini durante queste vacanze estive. Al rientro dalle ferie la massima autorità provinciale tecnica di pubblica sicurezza ha accettato di parlarne con il Tirreno.

Dottor Francini, dopo il fermo del tunisino Bilel, considerato un simpatizzante della rete dei foreign fighters dell’Isis, è di nuovo allarme in città per eventuali attacchi terroristici. Quanto è motivata la paura?

«Rischi imminenti per ora non ne esistono. Finora e tuttora la situazione è stata ed è ampiamente sotto controllo. Non esiste un pericolo specifico. Alcuni elementi che avrebbero potuto creare turbative in questo senso, sono stati prontamente individuati, perseguiti e, in qualche caso, espulsi dal territorio nazionale. Il nostro apparato di sicurezza è senz’altro tra i migliori a livello europeo. Anche perché, nel corso dei decenni, con il terrorismo abbiamo purtroppo accumulato un’esperienza che altri non hanno. A questo riguardo, però, c’è da dire una cosa: il terrorismo degli anni scorsi era sicuramente più prevedibile e quindi si potevano studiare meglio e più efficacemente le contromisure. Quello invece che abbiamo di fronte oggi è più imprevedibile. Il primo pazzo che passa può accoltellare qualcuno o può travolgere una comitiva con un camion».

Insomma, la nostra amata Torre è in pericolo o no?

«Non bisogna ragionare secondo un’ottica provinciale. In Italia ci sono altri simboli che potrebbero essere interpretati come obiettivi da colpire. Non ridurrei tutto al Colosseo a Roma e alla Torre a Pisa. Quest’ultima figura comunque tra i dieci siti italiani da monitorare più attentamente. In questi ultimi mesi, la sorveglianza di piazza dei Miracoli e delle zone limitrofe è aumentata di parecchio, con una presenza notevolissima di forze dell’ordine, sia al mattino che al pomeriggio. Dieci persone sono presenti costantemente all’interno dell’area monumentale e altre dieci vigilano nell’area tra piazza Manin e il parcheggio scambiatore. Inoltre, come deciso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e come già riportato ampiamente proprio dal Tirreno, a partire da settembre verranno posizionati dei pilomat agli accessi della piazza, così da scongiurare eventuali incursioni da parte di automezzi. Sono cinque gli ingressi da mettere in sicurezza, serviranno una ventina di pilomat».

Avete un’apposita squadra di investigatori che setacciano continuamente il web alla ricerca degli “aficionados” della jihad?

«Devo dire che la nostra Digos è preparatissima. I miei uomini eseguono il costante monitoraggio di siti internet e profili social che potrebbero avere collegamenti con reti di terrorismo di matrice islamica. Frequentemente riescono anche ad infiltrarvisi e ad individuare la vera identità di questi soggetti potenzialmente a rischio, nonostante la maggior parte di loro si celi dietro nickname completamente inventati. I risultati di queste indagini, poi, vengono trasmessi a Roma, alla vecchia Ucigos del Ministero dell’Interno, il centro d’intelligence sviluppata che si chiama ora “Casa”, il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo».

Cosa pensa del dibattito sulla moschea? Potrebbe avere ripercussioni negative?

«Come responsabile dell’ordine pubblico non posso e non voglio nemmeno sbilanciarmi sul dibattito esistente in città moschea sì-moschea no. Posso solo dire che l’opera di controllo delle organizzazioni palesi è ovviamente molto più agevole di quelle clandestine. Ma questo non è assolutamente un problema che riguarda Pisa, perché i siti in cui i musulmani si ritrovano per la preghiera li conosciamo tutti e non hanno finora generato alcun elemento di preoccupazione».

Ogni tanto torna d’attualità la questione degli organici a vostra disposizione. Siete ancora in emergenza?

«Per il momento riusciamo ad assicurare il turn-over ordinario. Sempre il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto ha chiesto di utilizzare un maggior numero di uomini provenienti dai reparti mobili del battaglione dei carabinieri, ma questi non vengono assegnati una volta per sempre, vengono smistati a seconda delle esigenze sul territorio e dei particolari problemi che si verificano sotto il profilo dell’ordine pubblico».

È preoccupato per la tensione che si sta accumulando attorno alle vicende del Pisa calcio?

«Per un questore la gestione dell’ordine pubblico allo stadio e tra i tifosi è il momento in assoluto più delicato. Ma grazie all’impegno e all’operato dei miei uomini è tutto filato liscio. L’altro giorno, quando la tifoseria ha bloccato la partenza per il ritiro di Avellino, abbiamo lavorato per ben 14 ore di seguito e leggere le critiche di Britaly Post indirizzate proprio alle forze dell’ordine non fa male tanto al sottoscritto, quanto a tutti coloro che in quelle 14 ore e in tante altre situazioni si sono ampiamente sacrificati».

Veniamo alla mala-movida. Aumenterete i servizi di controllo e prevenzione?

«A partire dai primi giorni del mese di settembre abbiamo deciso di raddoppiare i servizi. Il cosiddetto “pattuglione” interforze sarà infatti organizzato per due volte alla settimana, a partire dal secondo fine settimana di settembre. In una settimana lo faremo il giovedì e il sabato sera, la settimana successiva il venerdì e la domenica sera. Si tratta, per noi, di un grosso sacrificio in termini d’impiego del personale, ma abbiamo deciso di farlo, anche se siamo costretti a raschiare davvero il barile degli organici. Anche perché spesso ci troviamo nelle condizioni di dover supplire a carenze di altre istituzioni, come quando multiamo la gente che sporca o che beve».

Si riferisce alla polizia municipale?

«Sì, ma comprendo gli ostacoli di carattere burocratico che esistono su quel versante, soprattutto quando si ragiona in termini di orari notturni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa