Sicurezza
L’Anpi alla festa Pd? «Se ce lo chiede la ospitiamo»
Viale risponde a Carrozza che aveva criticato l’assenza dei partigiani. Ma Possenti: «A casa di altri si va se invitati»
PISA. «Rispetto ai dibattiti sulle riforme istituzionali alle Feste de l’Unità, spero, anzi sono certo, che l'onorevole Carrozza volesse commentare un dibattito nazionale che probabilmente rischia, però, di produrre generalizzazioni». No, Giovanni Viale, segretario cittadino del Pd, non si sente tirato in ballo. È convinto che Maria Chiara Carrozza criticando la scelta di non aver invitato l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) a parlare di riforma costituzionale non si riferisse al partito in città e alla festa a Riglione. La prof, in un’intervista al Tirreno, aveva definito le feste Dem «strumenti per propagandare la linea del partito». «Non ha senso chiamare questi eventi “dibattito” se non c’è un confronto fra le diverse posizioni», ha detto, auspicando che i Dem garantissero «pluralismo», riferendosi anche all’incontro in programma giovedì con il consigliere regionale Antonio Mazzeo e il senatore Andrea Marcucci.
«Sarebbe interessante la voce dell’Anpi», ha detto Carrozza. Anche perché, così come sono concepite, le feste sono ormai «eventi mondani, luoghi dove andare a mangiare, ma sicuramente poco stimolanti dal punto di vista politico». Una stoccata che ieri ha fatto infuriare i renziani, perché giunta nel giorno dell’appuntamento con Enrico Rossi. Il governatore è venuto a presentare il suo libro “Rivoluzione socialista”, ma non ha mancato di ribadire che «dobbiamo riallacciare i rapporti con l’Anpi, costitutivi di un partito di sinistra». Eppure per Viale quello in programma giovedì è un «dibattito», ma «si chiama "Il valore della Riforma Costituzionale - Il Sì al referendum" e non può che partire dalla posizione ufficiale del Pd, così come scritto nel titolo», dice il leader cittadino dei democratici. Che precisa: «Nessun ordine dall’alto, la costruzione di questo dibattito, come di tutte le altre iniziative, ha risentito del periodo di riposo che anche i rappresentanti delle istituzioni e i politici giustamente si prendono. Gli organizzatori hanno cercato di coinvolgere anche soggetti che rappresentano posizioni più dubbiose, ma che, almeno al momento, ritengono opportuna una riflessione più approfondita su varie questioni, coinvolgendo anche la legge elettorale». In sostanza, se i Dem non sono riusciti a far salire sul palco un “controcanto” è perché ci si sono messe di mezzo le ferie. Ma l’Anpi, non si poteva invitare? «Volentieri può essere ospitata in tutte le occasioni in cui lo richieda o lo ritenga opportuno - dice Viale - Il dibattito è aperto a tutti i cittadini e, quindi, anche a coloro che hanno idee contrarie a quelle del Pd, purché siano espresse nel rispetto delle idee altrui».
«Il referendum sarà un momento in cui gli italiani dovranno raggiungere una decisione importante, sarebbe auspicabile dunque che nel merito ci fosse un confronto dialettico - dice Bruno Possenti, presidente della sezione Anpi di Pisa - E saremmo ben lieti di partecipare al dibattito se venissimo invitati. Riteniamo che sarebbe utile a noi, al Pd ma soprattutto ai cittadini. Ma non siamo noi a dover chiedere ospitalità. Vogliamo scherzare? A casa di altri si va quando si viene invitati».
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