Sicurezza
«Spero in Pablo Dana se arriva Italpol non cambia niente»
PISA. Giancarlo Freggia è sempre vicino alle sorti del Pisa. L’ex vicepresidente dopo la rottura con i romani non sente più nessuno della proprietà ma spera ancora in una svolta favorendo un...
PISA. Giancarlo Freggia è sempre vicino alle sorti del Pisa. L’ex vicepresidente dopo la rottura con i romani non sente più nessuno della proprietà ma spera ancora in una svolta favorendo un incontro tra le parti: «Mi sento spesso con il sindaco Filippeschi che adesso assume un ruolo fondamentale nella vicenda. Sono a disposizione per cercare di trovare qualsiasi soluzione. La speranza principale resta Pablo Dana».
Delle altre cordate cosa ne pensa?
«L’avvocato Nolli ha avuto una documentazione parziale e incompleta da parte della società e rispetto a Dana avrà tempi più lunghi per fare la sua offerta. Se invece Britaly vende a Italpol non cambia praticamente nulla».
Crede che una chiave si possa ancora trovare?
«Certo, ma i tempi sono strettissimi e una soluzione va trovata al massimo tra lunedì e martedì. Il dialogo sta andando avanti. Si sta parlando di mandare via una società il cui proprietario è agli arresti domiciliari, indagato per bancarotta fraudolenta. Non è certo una bella pubblicità per Pisa».
Nei giorni scorsi Abodi ha fatto sapere che se non si sblocca la situazione dovrà intervenire e intanto ha chiesto un confronto con i rappresentanti di Britaly.
«Se si muoveva prima era meglio, i problemi sono sotto gli occhi di tutti da diverso tempo. Abodi deve avere il coraggio di dire le cose come stanno, non si può pensare di giocare un campionato come la Serie B con una società in queste condizioni. Detto questo meglio tardi che mai, la sua voce potrebbe avere una grande influenza in questo momento così delicato».
La squadra intanto ha dato l’ennesima dimostrazione di compattezza rifiutando il ritiro di Avellino...
«I giocatori sono stati fenomenali a resistere in una situazione del genere ottenendo anche grandi risultati in Coppa. Soprattutto Mannini e Lisuzzo si stanno caricando sulle spalle il gruppo costruito da Gattuso».
Come giudica il grande legame tra squadra e tifoseria?
«E’ la cosa più bella in tutta questa storia. La tifoseria ha dimostrato grande intelligenza, contestando ma senza cedere alle provocazioni della società. Fin quando non mollano loro, la città può sperare». (a.c.)
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