Finanza
Nervi molto tesi e sirene di mercato
La squadra è sotto pressione: senza Gattuso potrebbe iniziare un vero e proprio esodo
PISA. È assolutamente necessario per la squadra che l’incontro di martedì porti una schiarita, e speriamo anzi che non sia troppo tardi. Perché gli ultimi giorni a San Piero hanno visto una situazione di crescente nervosismo e le sirene di mercato fanno il resto.
Ieri mattina diversi giocatori erano a mezzo servizio per affaticamento muscolare, con qualche sospetto di malanni diplomatici. E venerdì pomeriggio c’era stata una vivace discussione fra alcuni di loro e l’allenatore Colonnello.
Dopo il mancato ritiro di Avellino (dove l’allenatore era già andato mentre la squadra, “aiutata” dai tifosi e poi dall’avvocato dell’Aic, alla fine è rimasta a San Piero in autogestione) i nervi sono sicuramente più tesi: quella vicenda non ha fatto bene ai rapporti interni fra squadra e società.
Intanto ieri a Roma, in una riunione fra i dirigenti dell’attuale proprietà, sarebbe stato deciso di affidare proprio a Colonnello in pianta stabile la prima squadra, rinunciando all’ipotesi Calori. Su questo però non ci sono conferme ufficiali. Di certo i passi della società negli ultimi giorni non sono stati quelli di chi sta per cedere le quote a un “estraneo” come Pablo Dana, anche se non possiamo escludere che l’incontro di martedì prossimo a Pisa, con la sorveglianza del sindaco e dei periti “super partes” porti a questa soluzione, che poi è quella auspicata dalla tifoseria nerazzurra.
In ogni caso, il passare dei giorni con questa situazione di stallo è deleteria per i giocatori: non solo dal punto di vista della preparazione, come spieghiamo in questa stessa pagina, ma anche perché molti procuratori, tenuti “a bada” nelle settimane scorse dalla speranza che possa ripartire subito il progetto tecnico guidato da Gattuso, sono tornati alla carica e già da domani sera, a seconda dell’aria che tira, potrebbero partire le prime richieste di cessione o di rescissione.
Alcuni giocatori infatti, con molto coraggio, si sono esposti di persona nell’auspicare il ritorno del “loro” allenatore e sicuramente non godranno della fiducia della proprietà se essa non dovesse cambiare. Altri hanno dichiarato la loro fedeltà alla maglia senza andare troppo al di là, ma hanno richieste anche importanti e i loro procuratori comprensibilmente preferiscono vederli in posti nei quali è chiara la volontà di valorizzarli.
Per ora non ci sono prese di posizione ufficiali: dopo Scognamiglio (passato al Novara) e Merkel (al Bochum in Germania) nessuno è andato via a parte Rozzio (alla Reggiana) che però era dato fin dall’inizio fra i possibili partenti.
Da domani, invece, se non si avrà la sensazione dell’imminente ritorno di Gattuso, potrebbe iniziare la diaspora, a pochi giorni dall’inizio del campionato. E’ solo una possibilità e speriamo che non si realizzi, naturalmente. Ma se vi dicessimo che a San Piero si respira un’aria lieta e tranquilla vi diremmo una bugia.
D’altra parte la coesione di questo gruppo sin qui è stata miracolosa. Grazie anche all’affetto del pubblico i giocatori (e chi sta loro intorno dall’anno scorso) hanno formato una grande famiglia, con uno spirito guerriero che ha permesso loro di superare difficoltà di ogni tipo (basti pensare all’emigrazione da un albergo all’altro, alla mancata effettuazione del ritiro di Montecatini, alle pressioni per portarli ad Avellino) raggiungendo anche risultato sportivi straordinari come la doppia affermazione in Coppa. Ma ora sono stanchi anche loro e hanno bisogno di segnali positivi, o il giocattolo si romperà. (a.sc.)
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