Il Tirreno

Pisa

«Ma non si può correre rischi per immortalare gli incendi sui social»

di Sabrina Chiellini

PISA. Non è prudente restare vicino ad un incendio. Ma la voglia di immortalare - quanti corrono a fare foto e video da pubblicare sui social! - grossi incendi così come gravi incidenti stradali e...

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PISA. Non è prudente restare vicino ad un incendio. Ma la voglia di immortalare - quanti corrono a fare foto e video da pubblicare sui social! - grossi incendi così come gravi incidenti stradali e fatti di cronaca più in generale spesso spinge i cittadini a sottovalutare i rischi a cui si espongono. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Pisa, ingegner Ugo D’Anna, dopo l’incendio del camper e il successivo scoppio di una bombola di gpl durante il quale sono rimasti lievemente feriti tre pompieri, invita i cittadini ad una maggiore prudenza. «Guardando il video dell’esplosione si possono cogliere due situazioni importanti. La squadra dei vigili del fuoco ha portato a conclusione l’intervento e solo successivamente i tre vigili si sono resi conto che si erano infortunati, che c’era stato un impatto su di loro. E a quel punto hanno chiesto l’intervento del 118. Per fortuna uno dei tre è stato dimesso con prognosi di pochi giorni e gli altri due di 10-15 giorni. Dalle immagini si vede anche che c’erano troppe persone intorno al camper. I cittadini fanno bene a segnalare quando c’è bisogno di un intervento. Ma poi non devono restare a ridosso di un incendio. Occorre allontanarsi al più presto e lasciare operare gli addetti ai lavori. Quando c’è un’esplosione (l’altra sera a Tirrenia, ci sono stati due scoppi, ndr) , schegge e detriti possono volare anche a decine e centinaia di metri di distanza. Per questo occorre mettersi subito al riparo, in modo particolare quando a bruciare sono auto. Ormai sempre più spesso ci sono veicoli alimentati a gpl e il pericolo di un’esplosione è concreto».

Stando alla ricostruzione dei pompieri, lo scoppio è avvenuto appena la squadra di Pisa era arrivata. Non hanno avuto nemmeno il tempo di attivare l’acqua e sono stati investiti dallo scoppio. «Uno aveva la visiera sollevata, visto che lavorava di notte, ed è per questo che ha alcune lievi ustioni al volto - spiega D’Anna - per il resto l’equipaggio ha lavorato in sicurezza anche se non ha avuto il tempo di cominciare l’intervento in quanto lo scoppio è stato immediato».

Ieri l’Unione sindacale di base è tornata a chiedere il potenziamento degli organici in provincia e a denunciare i rischi che i pompieri corrono.

«Non vogliamo strumentalizzare l’episodio - dicono - ma vogliamo denunciare quello che denunciamo da sempre come sindacato dei vigili del fuoco. I colleghi in Italia, in questo momento: non hanno copertura infortunistica Inail; non hanno il riconoscimento di “lavoro usurante”; non hanno il tempo tuta; non hanno il tempo lavoro pagato durante le missioni; non hanno il riconoscimento della professionalità; hanno il contratto di lavoro scaduto dal 2009; hanno gli automezzi con un età media di oltre 25 anni; hanno una carenza di organico da peggior paese in Europa; hanno uno stipendio basso (1.300/1.500 euro) per il rischio e la professionalità; hanno un età media di 50 anni (blocco assunzioni); hanno più uomini precari che stabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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