Il dolore
La toppa è arrivata ma solo dopo una gamba spezzata
In via Moriconi riparata anche l’illuminazione pubblica Tutto “grazie” al grave infortunio di una commerciante
MARINA. L'Italietta degli interventi posticci e postumi ai disastri annunciati non è un ricordo che vive nelle cineteche dei film anni '50, è ancora una realtà che impregna le amministrazioni e Pisa non fa eccezione.
A Marina, da 5 giorni c'è una buca in meno, meno di un’ora di lavoro forse, per ricoprire con un po' di bitume quella di via Moriconi, dove qualche settimana fa è caduta Simona Rindi, presidente del Centro Commerciale di Marina, riportando serie conseguenze al piede sinistro.
E tutte le buche che costellano le altre strade? Quelle non si ricoprono subito? Anche il lampione in prossimità della buca, che al momento dell'accaduto era spento, da tre giorni ha ripreso a funzionare. Si arriva sempre dopo, quando il danno ormai è stato fatto. Intanto a Simona Rindi, ieri mattina, quando è andata a fare l'ecografia al piede, le hanno trovato una micro frattura al malleolo esterno con interruzione della corticale, i tendini compromessi e per sapere lo stato dei legamenti bisognerà aspettare ancora che l'ematoma si assorba. «Ho un grande dolore, il piede è gonfio e mi hanno rifatto il bendaggio gessato - racconta Rindi - Ho già fatto la laser terapia e ora comincio la magnetoterapia, tra una settimana mi aspetta la risonanza, poi la riabilitazione e tra 2 mesi vedremo. Mi hanno scritto già 4 persone per dirmi che sono cadute in quella buca e qualcun altro mi ha contattato per avere informazioni relative al risarcimento per una signora che è caduta in un'altra buca. Per ricoprire quella buca ci voleva che ci cadesse qualcuno e che si facesse male? Non potevano pensarci prima? Quel catrame durerà poco perché ciò che serve è rifare il manto stradale».
Nel momento in cui venne fuori la questione degli stalli blu, con la loro estensione a tutta Marina e a Calambrone, Simona Rindi, in qualità di consigliera del Consiglio Territoriale di Partecipazione del litorale per Noi Adesso Pis@, fece immediatamente notare che un simile provvedimento, poteva essere attuato solo dopo che i servizi essenziali, come l'ordinaria manutenzione delle strade, fossero stati effettuati e garantiti. Ma tutti gli appelli al buon senso sono caduti nel vuoto, gli stalli blu sono stati disegnati, anche metà sull'asfalto e metà sullo sterrato e magari inglobando anche le buche. Così il Centro Commerciale Naturale di Marina ha promosso il ricorso al Tar senza però riuscire a bloccare la delibera per questa estate. Quello che è successo a Simona Rindi poteva accadere a chiunque anche se il caso ha fatto sì che fosse proprio lei, la condottiera di una battaglia che ancora non ha un epilogo, a cadere vittima di ciò che aveva sostenuto. «Camminare a piedi per le strade di Marina non è sicuro».
Ma se al posto di Simona Rindi, che è una donna giovane, in quella buca fosse caduta un'ottantenne, come sarebbe finita la questione? Sarebbe bastato mandare dopo qualcuno a ricoprire la buca con due palate di catrame? Forse no, perché le conseguenze potevano essere anche tragiche. «Sono disperata non solo per il dolore - afferma Rindi -, ma perché ho un negozio, sono da sola e in piena stagione. Speravo veramente che fosse soltanto una forte distorsione e invece qui si parla di mesi».
Donatella Lascar
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