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Pisa

Crisi, l’estate calda non c’è solo da noi

Crisi, l’estate calda non c’è solo da noi

Ammutinamenti, cordate fantasma e fallimenti di club ormai avvengono ovunque. E a volte c’è il lieto fine

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PISA. Difficile, ma non impossibile trovare in passato altre piazze nelle quali sia successo quello che in questi giorni stiamo vivendo a Pisa.

Ciò che nelle scorse estati abbiamo visto a Pisa è praticamente impossibile trovarlo in altre squadre con fallimenti, cambi societari improvvisi e altri rimandati, cordate, soci, imprenditori o ingressi veri e presunti. Ma quanto sta accadendo ora con un'empatia talmente forte tra squadra e tifosi che crea non pochi imbarazzi all'attuale proprietà, è una cosa forse unica specialmente se si tratta di un momento dove non influiscono i risultati, perché situazioni similari in passato ci sono state, ma non così forti.

Nel dopo gara di Gubbio, Andrea Lisuzzo è stato chiaro: «Quello che facciamo lo facciamo grazie agli insegnamenti di Gattuso e vogliamo che torni quanto prima con noi».

È questo è pari pari ciò che chiedono anche i tifosi, che vedono il tecnico calabrese come unica garanzia in momenti dove regna la confusione.

Gli attriti tra squadra e società provengono spesso da inadempienze economiche, come ad esempio la squadra di calcio del Velletri che lo scorso anno si rifiutò di scendere in campo per alcune partite dopo molte promesse di pagamenti non mantenute, ma con i tempi che corrono di esempi così ce ne sono molti.

Nel 2012 i giocatori del Castel di Sangro chiesero espressamente le dimissioni di presidente e dg minacciando di non scendere in campo la domenica successiva, come poi effettivamente fecero, chiedendo il ritorno della vecchia presidenza per ovviare a mancati pagamenti degli stipendi.

Nel marzo 2015 la Cavese trovò i campi di allenamento chiusi per gravi inadempienze della società verso i proprietari del terreno, così la squadra a fianco dei tifosi fece numerose manifestazioni per sopravvivere in altro modo e alla fine ci riuscirono.

Nel 2013 il Riccione fu sfrattato dal proprio residence perché la proprietà non aveva pagato da tempo, così furono gli stessi tifosi ad offrirsi per aiutare i calciatori allenati da Arturo Di Napoli e permettergli di chiudere il campionato. Tra l'altro alla prima di campionato a Ponte a Egola contro il Tuttocuoio i romagnoli si presentarono con due squadre, arrivate con due pullman e due allenatori diversi. Gara persa a tavolino per 3-0 e inizio della stagione farsa.

Nello stesso anno ci fu praticamente un periodo di caos totale nella Nocerina, che poi fu cancellata a campionato in corso.

Tutti questi esempi riguardano situazioni con società in difficoltà economiche e gravi inadempienze, cosa che, stando a quanto dice l'attuale proprietà del Pisa, non sussiste nella società nerazzurra.

Il fronte comune squadra-tifosi contro le società lo vediamo talvolta anche per risultati che non arrivano: quest'anno ad esempio i tifosi tra le altre di Milan, Brescia, Modena e Vicenza pur riconoscendo il grande impegno dei propri giocatori, hanno riconosciuto anche le mancanze delle società in fase di costruzione della squadra e non solo.

In questa estate abbiamo assistito alla crisi dell'Hull City che a pochi giorni dal via della Premier League era senza allenatore e aveva in rosa solo 9 giocatori professionisti. Nonostante tutto al debutto contro i campioni in carica del Leicester l'Hull si impone per 2-1 con tanto di gol spettacolare di Diomande e Abel Hernandez che calciano contemporaneamente in rovesciata.

Notizia di venerdì scorso: a Messina è crisi societaria e tecnica dopo l'allontanamento del ds Tosto e le conseguenti dimissioni dell'allenatore Bertotto. Viene cancellato l'allenamento pomeridiano e molti giocatori sembrano sul piede di partenza.

Ma anche questo non è il caso attuale di Pisa. Ed è per questo che ad inizio articolo parlavamo di una situazione unica.

Secondo l'ex allenatore del Pisa Dino Pagliari il feeling che poteva instaurarsi tra squadra e tifosi era un aspetto importante, se non decisivo, nel raggiungimento dei risultati.

La speranza è che tutto si risolva quanto prima perché il campionato è ormai alle porte e questa squadra necessità di sicurezze, stabilità e certezze per poter pensare soltanto ad allenarsi e fare bene in campo come ha dimostrato di poter fare nelle due gare di Coppa Italia. Ritrovare serenità in breve tempo, difficile ma non impossibile. (l.v.-a.c.)

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