Attenzione
Mare off limits per chi è sulla sedia a rotelle
MARINA. È scontato che le località turistiche non siano tutte uguali ma, oltre al fatto che alcune si trovano in montagna e altre al mare, ciò che le differenzia è la qualità dei servizi offerti. E...
MARINA. È scontato che le località turistiche non siano tutte uguali ma, oltre al fatto che alcune si trovano in montagna e altre al mare, ciò che le differenzia è la qualità dei servizi offerti. E Marina, quali servizi offre? È una località turista appetibile soprattutto per chi è disabile? A quanto pare no. «Mio marito ha settantasei anni e da diciassette è sulla sedia a rotelle per un ictus - racconta Anna Pandolfi -. Abitiamo a Pisa e veniamo a Marina tutti gli anni da luglio a settembre perché mio marito è un vecchio marinese, suo nonno abitava a Marina già all’epoca della prima guerra mondiale, ma non c’è nessun modo di andare sulla spiaggia. Il mare lo possiamo solo guardare dalla strada e questa è una cosa ingiusta».
In effetti, anche se in piazza Gorgona c’è un ampio accesso per andare sulla spiaggia di ghiaia antistante, non c’è nessuna passerella dove le sedie a rotelle possano salire per arrivare fino al mare. La ghiaia, infatti, blocca le ruote delle carrozzelle ma anche dei passeggini e delle carrozzine per bambini. Le altre spiagge di ghiaia non hanno nemmeno un accesso ampio come quello di piazza Gorgona. Un’alternativa, a questo punto, potrebbero essere le due spiagge di rena rimaste, una in piazza Baleari e una in piazza Sardegna, ma anche lì, con la carrozzina non è possibile arrivare al mare. Addirittura, per andare sulla spiaggetta in piazza Baleari, c’è una scala barcollante e rugginosa, pericolosa anche per chi cammina. Insomma, per Anna e suo marito Mauro Madrigali, la spiaggia e il mare sono irraggiungibili. «Non denuncio questo problema tanto per me e mio marito - sostiene la donna –, ma per tutti coloro che si trovano su una sedia a rotelle e magari sono bambini, adolescenti, giovani insomma, e che hanno tutto il diritto di andare al mare. Non tutti possono permettersi uno stabilimento balneare attrezzato per accogliere chi ha questo tipo di problema. È giusto quindi, che si pensi anche a loro perché è un segno di civiltà dare a tutti le stesse opportunità».
Ma la signora punta il dito anche su un’altra questione dolente, le barriere architettoniche che incontra giornalmente quando spinge la sedia di suo marito sui marciapiedi del paese. «Non posso dire che tutti i marciapiedi sono in cattive condizione, ma ce ne sono alcuni su cui non riesco a far salire la carrozzina perché, tra la zanella e il marciapiede, ci sono delle buche - Spiega Anna -. Se mi trovo sul lungomare risolvo andando sulla pista ciclabile, ma devo stare attenta che non vengano biciclette perché, oltretutto, a volte è capitato che qualche ciclista ci abbia urlato di toglierci di lì perché non ci possiamo camminare».
Donatella Lascar
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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