Il dolore
Respinto l’“assalto” dei centurioni alla Torre
Sfrattati dal Colosseo, sono migrati a Pisa. Ma agli artisti di strada è vietata la piazza dei Miracoli: cinque multati dai vigili
PISA. Già così, con la cresta posticcia sull’elmo dorato, il mantellone rosso e gli schinieri foderati di cuki, un vago sentore di super patacca dovrebbero farlo percepire a chiunque. E invece è un assalto, sbucano ovunque fra i miracoli pisani: «Come on, just one picture under the tower», urla il centurione in un inglese sgangherato a due turisti giapponesi all’entrata del Duomo. Ma gli stranieri non sono gli unici a rimanere impigliati nella rete, a venir sedotti dalla foto ricordo “made in Italy”.
«Ahooo, a bbbelli, da ’ndo venite, Venezia? Bravi, che ve lo fate ’n selfie sotto la Torre? Daje, 5 euri». Per le comitive, dicono, il prezzo è «de favore»: 30 euro. Sì perché dopo essere stati sfrattati da Marino e dal prefetto Tronca, con tanti di scontri di piazza con la polizia, adesso anche Virginia Raggi li ha cacciati dal Colosseo, e le finte legioni in versione "ancient Rome" sono state costrette ad una diaspora. E ora sfoderano gladio e armature di plastica in piazza dei Miracoli, proponendo una "salata" foto-ricordo a turisti ignari del fatto che non c'entrino nulla con la storia di Pisa.
«Abbiamo provato più volte con le buone - dice Tiziana Lenzi, dirigente dei vigili urbani di Pisa - ma non ne hanno voluto sapere, così abbiamo dovuto multarli». Uno sfratto esercitato applicando il regolamento comunale che disciplina l’attività degli artisti di strada in città da un paio di anni e stabilisce un concetto chiaro: spettacoli e performance vietate a mimi, giocolieri o figuranti nell’area monumentale, nelle aree limitrofe, in via Santa Maria, via Corsica, Borgo Stretto e Corso Italia. Chi viene sorpreso rischia una multa da 100 euro (la cifra raddoppia se si viene pescati a lavorare in coppia), la stessa con cui ieri sono stati sanzionati cinque centurioni al Duomo.
«Siamo padri di famiglia - dice uno dei centurione per necessità più che per passione - in questi mesi d'ordinanza a Roma qualcuno di noi è andato a chiedere l'elemosina per strada. Neppure la Raggi ci ha dato ascolto, per forza siamo venuti a Pisa, dobbiamo portare il pane a casa». Dopo un vuoto normativo durato venti giorni, infatti, la sindaca pentastellata ha (ri)firmato l’ordinanza anti-centurioni, street perfomer, busker, velocipedi il 22 luglio. E così le truppe si sono spostate a nord, nelle città affollate di turisti e vacanzieri.
Pur di poter restare a Roma, i finti soldati dell’impero, si erano detti disposti a pagare le tasse e a venir regolarizzati in un apposito albo, chiedendo di fatto che ricevesse legittimità formale quella che anche i romani considerano una delle riproduzioni più trash della loro storia.
Solo che su questa carriera da figuranti, i centurioni hanno costruito un business. Nella capitale si dividevano le zone più ambite e battute dai turisti e finché la crisi non è arrivata a lambire anche le attrazioni di strada, i centurioni arrivavano a guadagnare anche 2mila euro al mese, esentasse ovvio. Da giorni il business si è trasferito al Duomo. E prima di far scattare le multe, gli uomini della polizia municipale hanno provato di dissuaderli. «A quanto pare, però, non è servito - dice Lenzi - Hanno provato ad impietosirci dicendoci che lo fanno per sopravvivere, ma non possiamo consentire una deroga alla delibera. Per questo sono fioccati i primi verbali, peraltro mal digeriti da questi robusti uomini in costume storico, diffidati dal tornare in città se non a costo di altre sanzioni».
Sì, perché non è solo una questione di regole. Ma anche di coerenza. Che immagine dà di sé Pisa lasciando che si propini ai suoi visitatori? Il messaggio, dunque, è chiaro: le legioni ri-varchino il Rubicone, anzi l’Arno e se ne tornino sul Tevere. «E ’n be’, facciano pure la multa - dice a fine giornata uno dei soldati - a Roma ce costa il quadruplo».
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