Il Tirreno

Pisa

moschea sì o no

Bedini (FdI-An): «Fate chiarezza sulle donazioni»

Bedini (FdI-An): «Fate chiarezza sulle donazioni»

PISA. «Il mondo, a partire dal 2001, è cambiato radicalmente. Le "avvisaglie", negli ultimi 3 anni, con terribili attentati a ripetizione nel cuore dell'Europa, sono sempre più numerose e sempre più...

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Il mondo, a partire dal 2001, è cambiato radicalmente. Le "avvisaglie", negli ultimi 3 anni, con terribili attentati a ripetizione nel cuore dell'Europa, sono sempre più numerose e sempre più clamorose. Chi si ostina a far finta che il confronto con l'Islam non sia un problema da affrontare con serietà e rigore è chiaramente confuso o in malafede».

Lo sostiene Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Pisa, quasi alla vigilia della scadenza del termine per la raccolta di firme per il referendum sulla moschea a Porta a Lucca (il giorno 22 agosto).

«È indiscutibile - afferma il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-An Filippo Bedini - che si debba riconoscere pari dignità alle persone di ogni fede: rispetto per tutti indistintamente. Ma non è affatto vero che tutte le religioni siano uguali. L'Islam non è una religione che rispetta i diritti fondamentali della persona. Tanto è vero che è l'unica confessione che non ha siglato i normali accordi con lo Stato italiano. Per l'islamico il Corano non è solo il testo religioso di riferimento, ma il codice dei codici, su cui modulare anche il diritto pubblico e il diritto privato. Questo ci impone dei distinguo».

Venendo alla questione relativa alla costruzione della moschea tra via Chiarugi e via del Brennero, i cui lavori sono iniziati in questi giorni con il taglio degli alberi nell'area dell'ex sfasciacarrozze, Bedini ribadisce: «Considero assodate le perplessità di ordine pratico espresse al tempo della variante urbanistica in merito a come quello prescelto non sia assolutamente il luogo adatto, perché situato su una delle arterie principali di accesso alla città, peraltro in quel punto sprovvista di marciapiede, con alle spalle una zona già purtroppo abbastanza degradata come il "Villaggio", e nelle adiacenze la scuola materna Parmeggiani, il Cus e il parcheggio Paparelli, due volte a settimana mercato cittadino, con già gravissimi problemi di parcheggio selvaggio proprio in prossimità dell'area in questione».

Bedini poi si pone degli interrogativi. «Sulla base delle esperienze di altre città italiane e non solo, le moschee sono un luogo dove tutto si fa tranne che favorire l'integrazione dei fedeli musulmani nel tessuto sociale "occidentale". Quali attività si svolgeranno, quindi, nella moschea di via del Brennero per "favorire l'integrazione"? Pisa è la città dei diritti umani: nella sua storia vanta pagine e personaggi importanti in questo campo. E giustamente afferma la libertà di culto. Il problema, però, va declinato con attenzione: l'Islam come religione mira a pervadere ogni ambito della vita dell'uomo, purtroppo proponendo una società e una cultura in cui i diritti fondamentali della persona non sono sempre rispettati, in cui i non-musulmani non sono uguali ai musulmani, in cui le donne (e qui la domanda è estesa al Consiglio Cittadino delle Pari Opportunità…) non sono uguali agli uomini, in cui gli omosessuali (altra categoria che a Pisa è molto tutelata) sono condannati con violenza. Chi ci dice che nella moschea di Pisa non si predicheranno idee di questo tipo, così contrarie alla tradizione e ai valori "sposati" dalla nostra città? Inoltre, Pisa, nonostante chi l'amministra sembri non accorgersene, ha un problema sicurezza. E non mi riferisco solo alla micro-criminalità: si ricordi, per esempio, cosa è nato a Pisa ai tempi dell'insorgere del terrorismo rosso… Ora: sono convinto, perché ne conosco molti, che i musulmani non siano terroristi; ma è pur vero che tutti i terroristi islamici, anche quei 50 che dall'Italia si sono andati ad arruolare nell'Isis, sono diventati terroristi dentro le moschee. Chi garantisce che a Pisa si predicherà in italiano? Infine: si parla di milioni di euro per erigere la moschea. Da chi provengono le donazioni che permetteranno una simile spesa? O dobbiamo pensare che sia tutto sulle spalle dei fedeli musulmani residenti a Pisa?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web