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Toponomastica, donne dimenticate

Toponomastica, donne dimenticate

Denuncia di Sel: su 1148 strade, vie o piazze solo 28 intitolate a personaggi femminili

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PISA. Simonetta Ghezzani, consigliera comunale di Sel, ha scoperto che sul sito www.toponomasticafemminile.com meno del 5% delle strade delle città italiane è intitolato a donne e se si escludono le figure religiose la percentuale si abbassa ulteriormente. Ne deriva un immaginario collettivo di figure illustri solo ed esclusivamente maschili. E anche Pisa, purtroppo, non sfugge a questa media nazionale.

«Sono questi - così denuncia la Ghezzani con la consigliera comunale di Sel Elisa Giraudo) - gli esiti della ricerca portata avanti da un gruppo di studiose che su impulso di Maria Pia Ercolini, insegnante romana, dal 2012 ha avviato il progetto Toponomastica Femminile "con l'idea di impostare ricerche, pubblicare dati e fare pressioni su ogni singolo territorio affinché strade, piazze, giardini e luoghi urbani in senso lato, siano dedicati alle donne per compensare l'evidente sessismo che caratterizza l'attuale odonomastica (branca della toponomastica)».

E anche la nostra città non sfugge alla media nazionale. Questa la situazione del comune di Pisa che emerge dal sito Toponomastica Femminile: totale strade/vie/ piazze ecc: 1.148; intitolate a uomini: 579; intitolate a donne 28. Di queste 4 sono le vie intitolate alla Madonna. 12 a Sante, Beate e Martiri. Occorre tuttavia ricordare che è stata intitolate una strada a Teresa Mattei, partigiana e madre costituente che corregge ma solo in parte la scelta di dedicare una via ai Padri della Costituzione in ricordo del lavoro «delle donne e degli uomini componenti l'Assemblea Costituente (25 giugno 1946 - 31 gennaio 1948)». «Dispiace che l'intitolazione di una rotonda ad Anna Politkoskaja sia stata cancellata per far posto alla rotonda dei Caduti della Thyssen Group i quali a loro volta avevano dovuto cedere il passo ai Pionieri del Cielo – proseguono le consigliere di Sel –. In effetti sarebbe opportuno che le scelte della amministrazione nell'intitolare vie strade piazze giardini avvenisse anche tenendo conto della necessità di superare questa evidente discriminazione. È anche un problema la violenza contro le donne e la mancanza di una cultura che vada nel senso di sostenere e promuovere liberazione e autonomia. In questo contesto sta anche il lavoro sulla toponomastica, come pezzetto per la definizione di un mondo simbolico diverso da quello presente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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