Il Tirreno

Pisa

Striscioni e lacrime «Saremo forti, così voleva Lorenzo»

di Donatella Lascar
Striscioni e lacrime «Saremo forti, così voleva Lorenzo»

Mille persone al funerale di Ravagni, corteo sul lungomare per il giovane morto in un incidente sull’Aurelia a Venturina

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MARINA DI PISA. In mille, per l’ultimo saluto a Lorenzo. Durante la funzione, in piazza fuori dalla chiesa piena di gente, e per tutto il corteo che ha sfilato prima in via Maiorca e poi sul lungomare ha regnato un silenzio dove il dolore faceva rumore. C’erano i Picchieri del Gioco del Ponte, quel plotone di cui da poco faceva parte anche lui, per tutto il tempo l'hanno omaggiato stando in posa vicino al feretro. E poi quell’elmo piumato, un sigillo sulla bara. Era diventato il suo orgoglio la giostra, e la sua forza gli amici, che prima dell'inizio della celebrazione, per terra, davanti alla panca dove sedeva la famiglia, hanno disteso uno striscione con scritto: "Per sempre numero 1".

A fare da cornice alla bara i cuscini e le corone di fiori ma niente di eccessivo. Ieri, la famiglia di Lorenzo, ha dato prova di grande coraggio, dignità, compostezza e di affettuosità verso tutti malgrado la sofferenza. Vicino alla famiglia c'era anche Chiara, la fidanzata di Lorenzo con un’aria smarrita, mentre molti dei ragazzi non riuscivano a trattenere le lacrime.

Lacrime per una morte assurda e così prematura che ha fatto capire loro che la gioventù non rende immortali. A celebrare la funzione è stato don Alì, amico di Lorenzo e della famiglia. «Lui fisicamente non lo vedremo più e sarà più difficile esprimere con i gesti l'affetto quotidiano - ha detto Don Alì - ma questa presenza assenza alberga nel cuore e va al di là di ogni barriera».

In chiesa ci sono anche il vicesindaco Paolo Ghezzi e la consigliera comunale Maria Chiara De Neri, indossano la fascia tricolore. Presenti anche l'assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi, le compagne della ginnastica ritmica della sorellina di Lorenzo. I volontari della Palp per tutto il tempo della funzione e una volta fuori, anche vicino al carro funebre, hanno tenuto lo stendardo con sopra un drappo nero in segno di lutto.

All'uscita dalla chiesa la bara è passata attraverso i Picchetti del Gioco del Ponte ed è partito un applauso lungo e intenso. Poco dopo anche i genitori si sono affacciati fuori dalla chiesa ed è partito un altro applauso. «Non perché era mio figlio - ha detto con il dolore nella voce il padre Luca - ma Lorenzo era un bimbo buono».

Tutti hanno ribadito l'applauso cercando di incoraggiarlo. «Lorenzo - ha concluso il padre - ci voleva forti e noi lo saremo anche per la piccolina». Tra la folla, fuori della chiesa, qualcuno alza uno striscione con la scritta: «Per sempre con noi oltre ogni limite».

Piano piano il carro funebre si è mosso ed è passato in mezzo ad un paese che per due ore si è fermato. Chi non è potuto andare in chiesa ha aspettato il passaggio del feretro sulla porta di casa mentre, i negozianti, davanti alle porte dei loro negozi chiusi per lutto cittadino. Ieri non solo hanno chiuso i negozi di Marina mettendo il cartello chiuso per lutto cittadino, ma anche tutti quelli di Tirrenia. L'intera comunità è rimasta scioccata da questa tragedia e si e' stretta intorno al dolore dei genitori in questo modo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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