Il dolore
La strada crolla, ma il cantiere è lì da 2 anni
Mai partiti i lavori per la messa in sicurezza di via di Palazzetto. L’assessore: «Il consorzio di bonifica non ci ha mai risposto»
SAN GIULIANO TERME. Ormai i cartelli sono volati a terra, probabilmente gettati sull’asfalto dall’ultima burrasca. E anche i new jersey in plastica bianchi e rossi non sono più nella stessa posizione in cui gli uomini della Geste li avevano posizionati per segnalare meglio il pericolo. Ci si aspettava sollecitudine ed efficienza in via di Palazzetto quando, circa un anno e mezzo fa, l’argine del fosso scivolò giù verso l’alveo provocando un cedimento di una delle strade di collegamento più importanti per la zona, soprattutto per chi si immette sulla via del Brennero.
Invece, «ci avviamo verso il secondo compleanno! Ricordo che quando successe il cedimento telefonai a Di Maio per segnalarlo e il giorno dopo fu messa la segnaletica di pericolo. Rimasi colpito per la celerità dell’intervento, come sono tuttora colpito per il ritardo di esecuzione dei lavori di riparazione», scrive Tiziano Nizzoli nel post che ha lasciato su “San Giuliano e i suoi problemi”. Ci si aspettava lavori-lampo e invece i sangiulianesi fanno i conti con un cantiere-lumaca. Ma la lentezza, burocratica o tecnica, non è imputabile al Comune: «I lavori non sono di competenza del Comune, bensì del Consorzio 4 Basso Valdarno», scrive l’assessore Mauro Becuzzi sul gruppo Facebook ormai diventato forse il vero primo partito di opposizione sul territorio per la frequenza con cui i cittadini segnalano intoppi, anomalie e proteste sulla gestione dell’amministrazione pubblica o più semplicemente un interlocutore privilegiato per la comunicazione diretta con la giunta del sindaco Sergio Di Maio.
«La causa di tutto è il cedimento delle sponde del fosso attiguo - continua Becuzzi - Pertanto, dopo il sopralluogo con i tecnici del Consorzio, siamo ancora in attesa dei lavori, già più volte sollecitati. Spesso la realtà non è come sembra!». Insomma, spetterebbero al consorzio di bonifica i lavori di ripristino e messa in sicurezza. Il Comune ha soltanto provveduto ad istituire un senso unico alternato per non rischiare che il passaggio continuo di auto non faccia crollare definitivamente la strada.
Al Tirreno Becuzzi precisa: «Siamo andati sei mesi fa con i tecnici del Consorzio. Abbiamo delimitato meglio l’area e aggiunto alcuni elementi della segnaletica. Ci aspettavamo un intervento ma per ora non c’è ancora stato. Abbiamo più volte sollecitato l’ente, che sappiamo aver già preparato un progetto, ma senza successo, ricevendo quasi sempre risposte evasive. L’impressione è che manchino le risorse. Sebbene sia coinvolto un breve tratto di strada, tutti e due i fossi che passano sotto la via del Brennero e via del Molino hanno argini fragili, che stanno crollando». Colpa delle nutrie, commentano in molti sotto il post. «Non si tratta di un intervento semplice e da poche migliaia di euro - aggiunge Becuzzi - Credo si debbano a questo i ritardi, ad una disponibilità economica che ancora non c’è».
Nessuna risposta per ora dal Consorzio Basso Valdarno, che abbiamo provato a contattare senza successo. Certo, quel tratto di strada sembra un piccolo grande esempio di cosa produca una gestione incrociata di competenze.
«Quando si fanno le riforme, come quella che ha cancellato le Province - dice il vicesindaco Franco Marchetti - si dovrebbe pensare anche ai suoi effetti reali. In un territorio come il nostro, dove i fiumi importanti sono due, Serchio e Arno, i problemi di gestione della sicurezza idrica sono addirittura doppi, visto che dobbiamo confrontarci con un consorzio ma ben due autorità di bacino diverse».
La protesta. Potrebbe essere chiamata "l'onda verde". Dal primo post di protesta, qualche settimana fa, i cittadini non si sono più fermati. Un rullo continuo. Quasi uno al giorno, un pensiero fisso: l'erba alta. Lungo le strade, nelle piazze, nei giardini. L'ultimo appello lo ha lanciato Elena. "Piazza Betti a San Martino, ma quando si decidono a tagliarci l'erba?". Poi c'erano state Tiziana con le foto della vegetazione che invadeva la strada che va da Ripafratta a San Giuliano, prima ancora Anna, che denunciava l'erba tagliata ma finita nei tombini. Un glusso continuo a cui la giunta di Di Maio risponde, magari non immediatamente, ma poi risponde.
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