Il Tirreno

Pisa

parla un testimone

«La moto sbucata dal buio, poi la frenata per evitarla»

«La moto sbucata dal buio, poi la frenata per evitarla»

PISA. «La strada era buia, la moto era nera anche i due passeggeri erano vestiti di nero. Il fanale illuminava poco e secondo me era tappato da qualcosa perché i due conducenti avevano dei grossi...

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PISA. «La strada era buia, la moto era nera anche i due passeggeri erano vestiti di nero. Il fanale illuminava poco e secondo me era tappato da qualcosa perché i due conducenti avevano dei grossi zaini». «Bevuto? no, assolutamente, la polizia ha subito effettuato più volte l'alcol test ed è sempre risultato negativo. Siamo neo patentati e a maggior ragione non abbiamo mai pensato di metterci in macchina con un goccio di alcol in corpo». E no, «la velocità non era superiore al limite». «Scusami ma per oggi basta domande sull'incidente, credo tu possa capire che non sia facile parlarne».

Chi parla è uno dei ragazzi che domenica sera, alle 23.30, viaggiava sulla Chevrolet da cui è stato sbalzato Lorenzo Ravagni. Diciotto anni, da tre uno dei migliori amici del diciottenne di Marina morto nell’incidente domenica notte sull’Aurelia, a pochi chilometri dall’uscita di Venturina. Risponde dalla chat di Facebook. Frasi rapide, ma chiare. Alcune fatte di ricordi nitidi, altre di flash sfocati, annebbiati dallo choc e dal dolore. Spine nel cuore per un ragazzo di quell’età, ma che mettono un punto fermo sulla dinamica dell’incidente. La Honda trovata sull’asfalto dai soccorritori viaggiava davanti all’auto dei quattro ragazzi pisani diretti a una festa a Follonica.

«La moto che è stata coinvolta nell'incidente è la stessa che Policella (Lorenzo, il ragazzo alla guida) non ha visto e che ha fatto sì che inchiodasse per evitarla. Schiantandosi nel new Jersey la macchina ha continuato ad avanzare, non ricordo di quanto perché per me è durato tutto un secondo, quindi non sono in grado di dirti cosa sia successo dopo il primo impatto». Chi parla è convinto però che la Chevrolet, nella carambola, abbia superato la Honda 600. «Si è ritrovata dietro la macchina e per la paura il motoclista e la sua compagna sono caduti cercando di evitare di scontrarsi con noi». A bordo della moto ci sono due pisani, un 33enne e la sua compagna di 29 anni. Se la caveranno con 7 giorni di prognosi, come gli amici di Lorenzo, rimasti quasi illesi, sebbene uno di loro sia stato sbalzato dal sedile posteriore attraverso il portellone del bagagliaio proprio come lui. «Viaggiavamo sulla corsia di destra, la stessa da cui è sbucata la moto», prosegue il testimone. Che aggiunge: «Questa è la mia ricostruzione, purtroppo la paura che ho avuto durante l'incidente non mi permette di ricordare con precisione quello che è accaduta, ma posso confermare, la scarsa visibilità della moto che ci precedeva ha causato l'incidente». Qualcosa che pensolava dagli zaini ha oscurato il fanale posteriore? Oppure era difettoso? Oppure è stata solo un’impressione dei ragazzi? È quello su cui sta indagando la Posltrada di Piombino, che però al Tirreno conferma: «La moto viaggiava davanti». Tutto da verificare se sia sbucata dal buio di fronte agli occhi di Policella o invece fosse riconoscibile.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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