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Ammutinamento, salta il ritiro forzato

Ammutinamento, salta il ritiro forzato

La squadra sostenuta da circa 1500 tifosi si rifiuta di partire E chiama in causa anche l’Associazione calciatori

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PISA. Alla fine ha vinto la squadra. E i tifosi: nessun ritiro in Campania. Nessuna partenza. Ma la decisione è arrivata dopo una giornata febbrile, tra contestazioni, comunicati e soprattutto un ammutinamento dei giocatori, avvallato anche dall’Associazione di categoria che ha “acceso i propri riflettori” sulla delicata situazione che si sta vivendo a Pisa.

È stata un’altra giornata di passione.

La decisione di portare la squadra lontana da Pisa non è stata digerita da giocatori e dai tifosi contrari a far partire la squadra. La comunicazione ufficiale è arrivata solo intorno alle 14.30 con un comunicato di Britaly Post, che indicava Sirino (vicino ad Avellino), come sede del ritiro del Pisa per 10 giorni.

La squadra è arrivata a Tirrenia ieri mattina intorno alle 12 al Ristorante Da Manuel, sede abituale del gruppo nerazzurro per il pranzo prima di ogni allenamento.

Nessuno aveva comunicazioni ufficiali. Nessun dirigente anche ieri ha accompagnato la squadra. C'erano oltre a Pietro Tomei, sempre presente in questi momenti molto delicati, Fabrizio Benassi e il segretario generale del Pisa Piero Baffa.

Non c'era il tecnico Gianluca Colonnello già nel ritiro di Sirino. Dopo il pranzo, intorno alle 13, la squadra si è diretta con le macchine private verso il centro di Tirrenia, aspettando comunicazioni da parte della società. Intorno alle 14 c'è stata una lunga riunione dei giocatori e dello staff tecnico terminata solo alle 15.30, con cui i “senatori” hanno deciso di non partire per il ritiro e di andare al campo di allenamento di San Piero per effettuare una seduta e stare vicini ai propri tifosi e ai ragazzi della Curva Nord. Nel frattempo i sostenitori del Pisa arrivavano alla spicciolata alla Terrazza Belvedere.

Alle 16 la squadra è arrivata al campo di San Piero a Grado per l'allenamento. A sostegno del gruppo nerazzurro oltre mille tifosi e i gruppi della Nord.

Poco dopo al centro sportivo arriva anche l'amministratore unico del Pisa Antonio Giampaolo. Sono momenti di tensione, le contestazioni non mancano. Le camionette della celere si spostano da Tirrenia a San Piero a Grado. Il cancello del centro sportivo di San Piero a Grado è presidiato dalle forze dell'ordine.

Fuori c'è la contestazione dei tifosi contro la proprietà, contro Petroni, qualche coro anche contro Lucchesi.

I tifosi chiedono a gran voce la cessione della società. Dentro il centro sportivo i giocatori fanno praticamente autogestione allenandosi agli ordini di capitan Mannini.

L'intenzione della squadra è quella di non partire per la Campania e i giocatori chiedono di avvalersi del loro avvocato. L'avvocato dell'Assocalciatori (Alessio Piscini, in contatto con Fabio Menichetti) e i mille tifosi hanno fatto da scudo alla squadra nerazzurra, che non è partita per Avellino. I giocatori hanno lasciato San Piero a Grado poco prima delle 20, dopo quasi 5 ore, fra gli applausi della gente, che ormai era diventata ancora più numerosa: forse 1500 sostenitori accorsi. I colloqui con l'amministratore unico Giampaolo hanno portato a un chiarimento, dopo che il club aveva precettato tutti imponendo incredibile un ritiro a 500 km di distanza. La squadra continuerà ad allenarsi a Pisa.

Antonio Tognoli

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