Proteste
Pisa: Britaly e Dana trattano a oltranza
Scadenza definitiva il 22, il fondo di Dubai alza l’offerta
PISA. Alle 18 di ieri sembrava del tutto tramontata la trattativa fra Britaly Post e Pablo Dana, che vuole acquistare il Pisa per conto del fondo Equitativa di Dubai e riportare Gattuso in panchina. Non c’era infatti risposta della società alla scadenza fissata da giorni.
Ma in extremis è arrivata dalla proprietà una richiesta di ulteriore tempo (sino a lunedì 22) per vagliare ancora l'offerta di Dana, insieme forse a quella che farebbe pervenire l'avvocato Nolli di Brescia e a quella di Italpol.
Così lo stesso Dana ha riferito prima al sindaco Filippeschi, che lo ha invitato a riflettere sulla possibilità di andare comunque avanti con la trattativa, e poi alla stampa. Dando alla fine la notizia sperata: «Accettiamo di trattare fino al 22 e siamo disposti a un piccolo sforzo economico ulteriore, pur di riportare qui Gattuso. Naturalmente non potranno esserci altri rinvii».
Il rinvio è stato concordato con l’avvocato Comito che assiste Fabio Petroni, proprietario del club. E in realtà già ieri sera sarebbe iniziata una trattativa a oltranza, in corso fino a tarda notte, con la speranza di chiudere al più presto con la firma sul contratto di acquisto. Trattare non vuol dire sempre mettersi d’accordo, ma dopo due rinvii stavolta siamo alla stretta finale, in un senso o nell’altro.
In serata è arrivato anche il comunicato del Pisa, direttamente da Roma: «Con riferimento all’offerta presentata l’11 agosto da Equitativa Real Estate Ltd abbiamo significato a tale società, e per conoscenza al sindaco Filippeschi, che le condizioni temporali dell’offerta stessa, oltre che l’entità della medesima, necessitano di una rimodulazione entro il 22 agosto prossimo venturo; tale rimodulazione, per conseguire un risultato positivo, dovrà essere necessariamente preceduta da un incontro de visu tra i rappresentanti delle parti».
Il fondo di Dubai aveva reso note da tempo le sue condizioni di acquisto: cinque milioni di euro, più l'aggiunta di un milione in caso di promozione in serie A nei prossimi tre anni. Questa proposta era migliorativa rispetto alla prima (5 milioni senza bonus) ma non è stata accettata. E’ chiaro che nei 5 milioni Britaly vorrebbe che non fossero ricompresi stipendi, fideiussione e debiti con l’erario e i fornitori. Il che farebbe lievitare il valore presunto della società sino a 8 milioni di euro, cifra alla quale però Dana, né ogni vero compratore, non arriverà mai.
Ieri il silenzio da parte della società (l’avvocato Giampaolo è il nuovo amministratore unico del Pisa), man mano che passavano le ore, ha portato sempre più chiaramente a concludere che vi fossero delle difficoltà. In città sin dalla prima mattinata si erano scatenate le voci più disparate, da quella di una cessione già avvenuta a Dana ad una continuazione dell'attività dell'attuale proprietà, anch'essa già decisa, in attesa della cessione di parte delle quote alla Italpol.
Poi Dana ha fugato i dubbi: «La data sarà spostata al 22 agosto. Credo che la proprietà attuale voglia alzare un po’ il prezzo e noi abbiamo accettato di trattare. Siamo disposti ad aspettare e ad aumentare l’offerta per il grande affetto che ci ha dato il pubblico pisano in questi giorni: ho chiesto all'avvocato Comito di farmi pervenire una cifra stimata dalla proprietà».
Prosegue Dana: «Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare: tenete duro. Mantengo l'ottimismo, aspettiamo il 22. Alzeremo un po’ l'offerta per il calore dei pisani. Di più non possiamo fare e non andremo assolutamente oltre quel giorno, spero eventualmente un po’ prima, perché un ulteriore rinvio sarebbe disastroso anche per la squadra».
Il sindaco Marco Filippeschi poco prima lo aveva esortato a non arrendersi: «Dana e i suoi soci stanno riflettendo su questa richiesta, io li ho invitati a pensarci in maniera positiva, in modo da provare a portare in porto questa trattativa, per avere la certezza che si è fatto tutto il possibile. Relativamente all’attuale proprietà mi era stata preannunciata una telefonata con il nuovo amministratore unico per spiegare dal mio punto di vista la situazione, ma non ho sentito nessuno».
Antonio Scuglia
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