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Pisa

dopo le accuse de “l’altra san giuliano”

Di Maio: «Antenne, nessun mancato introito»

Di Maio: «Antenne, nessun mancato introito»

Il sindaco rassicura le opposizioni: la decisione è solo stata rinviata al prossimo consiglio

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SAN GIULIANO TERME. Troppe accuse. Il sindaco di San Giuliano Terme non ci sta e risponde per le rime. Stavolta si rivolge a Luca Barbuti, portavoce della forza di opposizione L'Altra San Giuliano.

«Capisco il ruolo delle parti, ma mi piacerebbe che le opposizioni rispettassero i principi di buona fede e correttezza oggettivi - spiega Sergio Di Maio - Qualche settimana fa la consigliera Silvana Minucci accusava l'amministrazione di un buco di 30 milioni, interpretando appunto come un buco di bilancio l'ammontare dei residui dell'indebitamento dovuto ai mutui. Stavolta L'Altra San Giuliano ci accusa di rinunciare a 200.000 euro l'anno di tariffe da parte dei gestori telefonici».

La questione delle tariffe dovute all'occupazione del suolo pubblico da parte delle compagnie telefoniche è emersa dopo l'ultimo consiglio comunale, quando la delibera di modifica al regolamento è stata rimandata alla prossima seduta.

«Un rinvio - precisa il sindaco - dovuto a ragioni di natura tecnica. Sostenere che il Comune rinuncia a 200.000 euro che incamerava attraverso la tariffa compensativa pagata dai gestori telefonici è uno sbaglio. Le tariffe previste dal nuovo regolamento sono in linea con quelle dei contratti in essere. La modifica riguarda il comma 4 dell'articolo 27, eliminando la previsione di superficie convenzionale di 125 metri quadri e commisurando il calcolo del canone dovuto alla superficie effettivamente utilizzata».

Il sindaco prosegue con una importante precisazione: «Vero è che nel 2012 venne approvata una previsione con tariffe superiori a quelle attualmente in essere e a quelle che verranno applicate. Queste tariffe però non possono essere prese come termine di paragone: non sono infatti mai state applicate. Dal 2012 ad oggi il nostro Comune non ha né rinnovato né tantomeno autorizzato nuove concessioni. Le tariffe previste nel 2012 oggi sono fuori mercato, complice anche il Decreto Gasparri. Il rischio, a mantenere quelle tariffe, è il mancato rinnovo delle concessioni: una eventualità che rappresenterebbe veramente una perdita per il comune, seppur contenuta».

Il sindaco interviene anche sulla questione dell’Imu: «Non si tratta dell' ennesima variazione di bilancio ma della prima che viene portata in consiglio nel 2016, quella cui accenna il consigliere Barbuti è soltanto una variazione prudenziale dovuta ad un ritardo dei flussi relativi all'Imu e all'anticipo della verifica degli equilibri di bilancio al 31 luglio anziché a settembre come avveniva prima della riforma della contabilità degli enti locali. Ci tengo a sottolineare come il minor gettito Imu sia stato finanziato quasi interamente con oneri che, una volta verificato l'effettivo gettito Imu, potranno essere destinati alle manutenzioni. Non ci sarà alcun taglio ai servizi».

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