Il dolore
Buche e stalli blu tendono l’agguato alla loro “nemica”
Da mesi in polemica col Comune per la scarsa manutenzione, è vittima di una grave caduta
PISA. Lei, che fin da quando si è cominciato a parlare di estendere gli stalli blu a tutta Marina e a Calambrone si è opposta energicamente nel Consiglio Territoriale di Partecipazione del litorale di cui era consigliera per NoiAdessoPis@, sostenendo che in una situazione di degrado come quella in cui versano i marciapiedi di Calambrone e le strade di Marina, piene di buche perché manca la manutenzione ordinaria, non si poteva nemmeno immaginare una cosa del genere. Lei, che, poco dopo il voto favorevole alla delibera da parte della giunta che introduceva la sosta a pagamento su tutta Marina e Calambrone, ha promosso il ricorso al Tar in qualità di presidente del Centro Commerciale di Marina per cercare di ottenerne la sospensione, mercoledì sera è caduta rovinosamente proprio in una di quelle buche che aveva denunciato come esempio della mancanza di manutenzione ordinaria e che si trova proprio all'interno di uno stallo blu. Ha avuto bisogno del pronto soccorso, a causa di una grave distorsione al piede sinistro con interessamento dei legamenti, ecchimosi, ematomi e tumefazioni.
È lei, Simona Rindi, la paladina della battaglia contro gli stalli blu estesi a tutto il litorale, ad essere finita all’ospedale e ad uscirne successivamente con un bendaggio gessato, un tutore con due stecche da portare per un mese e le stampelle. Tra una settimana saprà dalla risonanza e dall'ecografia se dovrà operarsi ai legamenti.
«È già partita la denuncia contro il Comune e contro chi è responsabile della manutenzione della strada - afferma Rindi -. Il tempo e i soldi per tappare le buche non si sono trovati ma per fare gli stalli blu invece sì».
La polizia municipale ha già fatto i rilevi, ci sono le foto della buca, del lampione spento nelle vicinanze della buca stessa e dei testimoni che affermano che non funziona da un mese.
«Era passata mezzanotte da poco - racconta Simona Rindi - e avevo appena finito di fare le prove per il balletto da portare in scena alla festa di chiusura del carnevale in piazza Viviani quando, una mia amica, si è offerta di accompagnarmi in macchina per un tratto di strada e poi avrei proseguito a piedi verso casa mia. Una volta arrivata a circa metà di via Moriconi, sono scesa dalla macchina, ho attraversato la strada e mentre passavo al buio, perché il lampione era spento, dietro ad una macchina parcheggiata, ho appoggiato il piede a terra e invece di trovare l'asfalto sono finita dentro una buca che si trova vicino al marciapiede. La mia amica ha visto tutto ed è venuta ad aiutarmi perché da sola non riuscivo a rialzarmi e poi mi ha accompagnata a casa. Non sono riuscita a dormire per il dolore. Non credevo di essermi fatta così male».
Dopo una nottata in bianco per il dolore, Simona Rindi la mattina ha chiamato la Pubblica Assistenza del Litorale Pisano e una volontaria è arrivata con la macchina medica e l'ha portata in sede dove il medico del 118 le ha detto che doveva andare subito al pronto soccorso con l'ambulanza. «Il medico del pronto soccorso mi ha detto che sono stata fortunata - riferisce Rindi - perché per come sono caduta potevo essermi fatta molto più male. Potevo sbattere la faccia sul marciapiede e rompermi tutti i denti. Io sona una donna abbastanza giovane, ma se in quella buca cadeva una persona anziana? Sicuramente sarebbe uscita dall'ospedale conciata molto peggio di come ne sono uscita io. Ho anche un negozio - continua Rindi -, siamo in piena stagione e praticamente sono immobilizzata perché non possono poggiare il piede a terra nemmeno per un istante.
È un vero disastro. Sono stata profetica nel dire che qualcuno in una di quelle buche poteva caderci, ed è toccato proprio a me».
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