Il dolore
Spesi 4,2 milioni da gennaio ad oggi
Nel conto anche la quota che apparteneva a Lucchesi per 1,2 milioni, che entrerebbe nell’offerta totale
PISA. La trattativa per l'acquisto del Pisa da parte del fondo di Dubai rappresentato da Pablo Dana ha evidentemente un respiro internazionale.
Di italiano, infatti, c'è solo il "motivo del contedere" e cioè la società nerazzurra, visto che sia l'attuale proprietario che il potenziale acquirente sono esteri.
Logico quindi che i consulenti di Pablo Dana abbiano inviato il preliminare di acquisto in inglese, considerato che Equitativa Real Estate ltd- il soggetto giuridico titolare dell'intera operazione - ha sede a Dubai.
Logico, però, anche considerando che il Pisa ha sì come proprietario l'italiana Carrara Holding, società acquisita interamente nelle settimane scorse (anche se la parte spettante a Fabrizio Lucchesi per il suo 50% non è stata ancora saldata) da Britaly Post che a sua volta ha un altro controllore e cioè la Inpra Uk Limited.
Stiamo parlando per entrambe di società inglesi, nel caso di Britaly con Fabio Petroni come unico socio di Britaly Post, mentre in Inpra Uk Limited la maggioranza appartiene all'inglese John Edward Walker.
Tecnicamente, quindi, una volta formulata l'offerta a Carrara Holding come proprietario unico del Pisa, occorrono i due successivi via libera di Britaly e Inpra, da qui il comunicato della società nerazzurra che ha dichiarato di aver inviato il preliminare di Pablo Dana ai propri legali inglesi.
Tornando al soggetto che tecnicamente ha fatto l'offerta per l'acquisto del Pisa, la Equitativa Real Estate ltd, si tratta una società a responsabilità limitata (come le due inglesi e la stessa Carrara Holding) azionista di Emirates Reit Management Limited.
Quest'ultima società detiene un vero e proprio impero immobiliare a Dubai, avendo nel giro di pochissimi anni acquisito in soli sei anni (è nata nel novembre 2010, ma operativa dal marzo 2011) proprietà per un valore da loro dichiarato di quasi 600 milioni di dollari, quotandosi anche al Nasdaq di Dubai. Presidente di questa società è Abdulla Al Hamli, l'uomo di affari arabo che era a Forte dei Marmi insieme a Pablo Dana.
Analizzando poi l'offerta presentata a Fabio Petroni, 5 milioni di euro, è del tutto evidente che partiva dalla stessa valutazione fatta da Britaly per acquistare il 50% delle quote di Carrara Holding in possesso di Fabrizio Lucchesi. Una cifra congrua sia rispetto appunto a quella valutazione, ma anche a quanto investito dalla stessa Britaly da gennaio ad ora.
Il primo versamento degli inglesi risale proprio a gennaio al momento del loro arrivo in società: 1.560.000 euro. Poi il 24 giugno il versamento degli stipendi, 410.672 euro, e il 30 i contributi previdenziali per altri 367.668,66 euro.
Vanno poi aggiunti 140.000 euro per la sostituzione della fidejussione "tossica" del giugno scorso e 429.781,79 euro per la ricapitalizzazione, anche questa necessaria per completare l'iscrizione.
A questo conto manca ancora i soldi per liquidare Fabrizio Lucchesi: nel caso il valore del Pisa sia stato valutato in 5 milioni dalla stessa Britaly, all'attuale direttore generale andrebbero 2 milioni e mezzo di euro (decurtati però di quanto non versato nei mesi di gestione comune) per un totale intorno al milione e 200.000 euro. Facendo a questo punto la somma, Britaly avrebbe speso 4 milioni e 260.000 euro certificati, più alcune spese correnti di questi ultimi mesi.
Daniele Benvenuti
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