Italia
«Ma chi decide le assegnazioni?»
Campazzi (Confesercenti) rilancia i dubbi sugli appalti del Comune
PISA. «Il nostro allarme sulle gare d'appalto per le mense scolastiche del Comune di Pisa e dei Comuni limitrofi della provincia non è caduto nel vuoto. Anche il Movimento Cinque Stelle ha sottolineato alcune anomalie che chiediamo ancora una volta di risolvere».
Sull'argomento mense scolastiche torna ad intervenire Stefano Campazzi, rappresentante ristorazione collettiva Confesercenti, che già nei giorni scorsi aveva evidenziato delle storture nel sistema dei bandi.
«Al dì là delle richieste sempre più assurde presenti nei capitolati - spiega Campazzi - come l'aggiunta di servizi non ineranti alla refezione (dall'acquisto di biberon, ciucci, sterilizzatori, liquido per sterilizzatori, materiale igienico sanitario, asciugamani di carta, detersivi e quant'altro), ci chiediamo come avvengono le assegnazioni. Ed in particolare: chi sono i componenti delle commissioni? Sono tecnici specializzati? Sono persone che poi controllano realmente quanto offerto in gara e esigono quanto dichiarato in offerta? Chi scrive i capitolati ha i titoli per fare ciò o diventa solo un copia incolla come spesso accade? Chi controlla ha una formazione tale da poter eseguire delle analisi sia sensoriali che tecniche tali da poter confrontarsi con l’azienda appaltante?».
Il rappresentante Confesercenti prosegue con i suoi interrogativi: «Chi delle commissioni è in grado di dare pareri e punteggi legati ad un piano del servizio (difficilmente ho visto membri della commissione andare personalmente nelle cucine o nei refettori per più di 30 minuti), ad una modalità di sostituzione del personale, ad un piano di manutenzione, alla tempistica della realizzazione di un progetto di qualità, ad un valore delle migliorie offerte all'inserimento di attrezzature in spazi o in locali non idonei? Chi conosce le disponibilità dei fornitori per richiedere prodotti a filiera corta o a chilometri 0? A questi interrogativi - conclude Stefano Campazzi - chiediamo delle risposte. Riteniamo sia quindi necessario un confronto preventivo sia politico che tecnico tra i Comuni e chi rappresenta le aziende partecipanti per chiarire innanzitutto i reali costi e, di conseguenza, le corrette basi d'asta e cominciare a far entrare ditte che fino ad oggi sono tagliate fuori dal mercato».
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