Il Tirreno

Pisa

L'ATENEO

Undicimila euro la spesa per il ritratto del rettore Augello

di Massimo Vitulano
Undicimila euro la spesa per il ritratto del rettore Augello

L'Università ha pubblicato il bando per affidare a un pittore un grande quadro che poi sarà esposto nella pinacoteca

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PISA. Decine di bandi vengono pubblicati ogni giorno dalle università italiane per garantire il normale funzionamento delle strutture che le compongono. Di solito riguardano incarichi di insegnamento, assegni di ricerca, assunzioni per il comparto tecnico-amministrativo o acquisto di materiali e attrezzature necessari per l’attività didattica e di ricerca.

Stavolta, però, l’Università di Pisa ha arricchito questa sequenza con un bando davvero originale. Il 29 luglio è stato pubblicato un avviso di selezione per realizzare un ritratto del rettore Massimo Augello, misura 83 per 113 centimetri, tecnica pittura a olio. Nel bando, in scadenza il 18 agosto, si precisa che le modalità di realizzazione dovranno prevedere: scatti fotografici, scelta delle foto in accordo con il rettore, bozzetti preparatori da approvare e tre pose dal vero di circa un’ora ciascuna.

Non ci sarebbe niente da obiettare, in fondo, se, come ci ha spiegato Antonio D’Agnelli dell’ufficio stampa dell’Ateneo, volessimo vedere in questa pratica un’usanza che si tramanda di generazione in generazione. Le tradizioni esistono ed è giusto che vengano rispettate. Per quanto inusuale per i nostri tempi, l’uso di realizzare un dipinto del rettore uscente è ormai diventato un fatto consolidato nell’Università di Pisa, che, all’interno dell’Aula Magna del Palazzo della Sapienza, conserva una speciale pinacoteca dedicata ai rettori che hanno guidato l’Ateneo dal 1800 ad oggi. Così è pure per altri atenei italiani, come quello di Bologna, che, in virtù della loro antica fondazione, hanno deciso di lasciare una testimonianza tangibile delle persone che ne hanno dettato la linea, creando in questo modo una galleria di volti che a distanza di secoli potessero continuare a far parlare di sé e del proprio operato. Ciò che lascia perplessi, però, è apprendere l’entità del compenso che sarà corrisposto al termine della prestazione. Il pittore che otterrà l’incarico riceverà infatti 11mila euro lordi per un totale di 75 giorni. Tale sembra essere, infatti, il periodo di tempo richiesto per arrivare, dai primi scatti fotografici, all’opera finita.

Naturalmente nella cifra sono conteggiate le spese per i materiali che occorreranno per realizzare l’opera, il lavoro di un professionista che, per settimane, dovrà mantenere l’occhio attento e il polso fermo, il supporto che l’Università gli fornirà per qualsiasi esigenza possa interessare la sua attività.

Resta il fatto che, forse, la tradizione avrebbe potuto anche essere tramandata con un maggiore risparmio di risorse economiche. A finanziare l’opera, infatti, saranno i fondi del bilancio d’Ateneo, quelli riconducibili alla voce “Mobili e arredi”. Una sezione che, almeno dal nome, sembra essere stata pensata per dotare gli interni dell’Università degli elementi necessari a ricreare ambienti accoglienti e, allo stesso tempo, rispettosi del contesto storico in cui sono inseriti. Forse le risorse risparmiate con un ritratto più economico, non per questo di minor pregio, avrebbero potuto finanziare molti altri interventi di interesse collettivo, contribuire a migliorare ancor di più gli spazi di cui l’Università di Pisa è provvista e rendere così più memorabile un periodo della vita che, a distanza di anni, continua ad alimentare ricordi nella mente delle vecchie matricole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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