La manifestazione
Rapina violenta con botte e coltellate
Arrestato dopo il furto di un cellulare Due feriti in piazza delle Vettovaglie
PISA. Una violenza gratuita. Di sicuro sproporzionata rispetto all’obiettivo: un cellulare.
Eppure un 28enne tunisino, senza fissa dimora, non ha esitato a spaccare la mascella a un giovane in piazza delle Vettovaglie e a ferire a una mano un amico per strappare un telefonino. Un terzo della compagnia, tutti cileni residenti a Pisa di 39, 34 e 19 anni, è rimasto incolume in un assalto avvenuto alle 4 di mattina di lunedì scorso.
L’impresa del nordafricano non è rimasta impunita. I carabinieri della stazione di Pisa centro, comandati dal maresciallo Paolo Dionisi, sono riusciti a identificarlo dopo una serie di segnalazioni e riscontri sull’identikit del personaggio, con precedenti specifici e conosciuto per gesta e foto custodite negli archivi dell’Arma. Lo hanno arrestato con l’accusa di rapinata e lesioni aggravate. Un fermo di indiziato di reato che dovrà ricevere la convalida nell’udienza davanti al gip, Elsa Iadaresta
La storia di un balordo che ha spedito in ospedale due amici parte da piazza delle Vettovaglie. Un’equazione ricorrente per uno dei punti deboli della movida sana in città.
Sono le 4 di lunedì e i tre amici dopo aver passato la serata di domenica insieme restano in centro. Il tunisino li nota e non si avvicina subito. Li studia. Vede che uno tira fuori un telefonino. E quello diventa il bersaglio del nordafricano. Che si muove con un coltello in tasca. Lui, pregiudicato, uno che vive alla giornata e cambia strada quando incontra una divisa.
Può essere uno strumento di difesa se incontra gente del suo habitat e alle parole preferisce agire e, allo stesso tempo, cambia la destinazione se viene usato per tentare un colpo.
È quello che succede contro due dei tre cileni. A uno sferra un pugno talmente violento da provocargli la frattura della mascella. Un cazzotto che si traduce in 30 giorni di prognosi e il rischio di doversi operare per rimettere in sesto le ossa del volto. All’amico che assiste alla scena e tenta una reazione rifila una coltellata alla mano sinistra con una ferita che “vale” 25 giorni di referto. Entrambi devono farsi medicare in ospedale, mentre l’aggressore riesce ad arraffare il cellulare puntato poco prima e a scappare. Una fuga che dura un paio di giorni. Dalla descrizione del rapinatore alle testimonianze, e un’aggiunta di indagini tra chi gravita nella piazza del disordine diventato istituzionali, e il risultato è arrivato con l’arresto.
Gli spazi tra piazza delle Vettovaglie e Sant’Omobono spesso offrono di primo mattino strisciate di sangue. Chiazze che lasciano intendere quanto le lame, o i cocci di bottiglie in assenza di meglio, siano presenti di notte da chi occupa quei due fazzoletti di nucleo storico per spacciare, litigare e sballarsi con l’alcol. E i coltelli a fendere il buio per difendersi o affondare la lama nelle liti innescate per soldi, droga e birre fuori controllo. Stavolta uno di quelli che ha contribuito ad affossare l’immagine di piazza delle Vettovaglie si trova al Don Bosco.
Pietro Barghigiani
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