Sicurezza
Gamerra senza segreti per i parlamentari
Commissione d’inchiesta due giorni dentro la caserma
PISA. Capire quello che può essere accaduto e ricordare con un fiore un giovane morto dentro una caserma. È lo Stato che interroga i suoi rappresentanti e chi ha indossato una divisa per raggiungere la verità su uno dei misteri italiani che dura dal 1999, quello del parà siracusano Emanuele Scieri.
Stamani e domani la commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta dall’onorevole pd, Sofia Amoddio, entrerà nella caserma Gamerra. Una visita formale e un messaggio rivolto alla memoria di un 26enne, neo laureato in giurisprudenza, che a Pisa rimase dal 13 al 16 agosto 1999. Se ne andò in una bara di legno lasciando un punto interrogativo lungo 17 anni: cosa successe la sera del 13 agosto? Era appena arrivato in città e dopo tre giorni lo trovarono morto ai piedi della torre di asciugatura dei paracadute. Nessuno lo cercò nonostante non avesse risposto ad appelli e contrappelli. Uno dei tanti buchi neri di una storia condita di omissioni e silenzi.
La caserma Gamerra, scrigno di riservatezza militare e, per i detrattori, avamposto blindato di omertà inespugnabile, oggi e domani aprirà il suo cancello. Niente stampa al seguito dei commissari parlamentari che, domani, incontreranno i giornalisti per una sintesi - secondo quello che potranno rivelare - della due giorni di ispezione e verifica di ciò che già è stato messo a verbale nel corso delle audizioni a Roma.
«A diciassette anni dalla tragica scomparsa di Emanuele Scieri la commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte del militare siracusano, presieduta dall'onorevole Sofia Amoddio del Pd, compirà, venerdì 12 agosto e sabato 13 una missione all'interno della caserma Gamerra – spiegano i parlamentari in una nota per osservare i luoghi del tragico avvenimento all'indomani delle deposizioni fatte dai militari ascoltati dalla commissione nel corso delle audizioni che si sono succedute a partire dal mese di aprile».
Oggetto della missione è quello di fare un sopralluogo dei luoghi interessati dalla tragedia di Emanuele, acquisendo utili informazioni relative a quella fine misteriosa, e commemorarne la scomparsa. La delegazione, guidata dalla presidente Amoddio, sarà formata dai deputati Fusilli, Zappulla, Palma e Baroni del Movimento 5 Stelle.
«Dal mese di aprile, incessantemente, abbiamo sentito oltre venti ex paracadutisti della Folgore, incontrando alcune resistenze, ma venendo anche a conoscenza di molti elementi interessanti che vanno riscontrati con un sopralluogo dei luoghi» dichiara Amoddio che aggiunge: «La missione coincide con l'anniversario della morte di Emanuele Scieri e per questo motivo abbiamo intenzione di deporre sui luoghi una corona di fiori per commemorarne la scomparsa».
Due inchieste, militare e della Procura ordinaria, si conclusero con un’archiviazione. Le tesi, non dimostrate da prove certe, erano simili. Qualcuno ha provocato la morte di Lele dopo averlo costretto a salire sulla scala dall'esterno per poi colpirlo sulle mani, unico appiglio per tenersi in equilibrio, facendolo schiantare sui tavoli sistemati sotto la torre. L’ultimo commilitone ad averlo visto vivo la sera del 13 fu Stefano Viberti, 39 anni, piemontese. Per gli inquirenti pisani «depositario di verità non rivelate».
Pietro Barghigiani
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